Non c’è due senza tre: tutti i ragazzi di Bridget

Il prossimo mese, precisamente il 22, uscirà nelle sale cinematografiche il nuovo episodio della vita della goffa e simpaticissima Bridget Jones, con il titolo “Bridget Jones’s baby”. In attesa di scoprire cosa succederà alla nostra pasticciona preferita, mi piacerebbe chiacchierare con voi riguardo alla produzione di questo ultimo film e a quelli precedenti, grazie ad alcune notizie che ho trovato sul Web.

Le origini

Innanzitutto partiamo dai primordi, ovvero dal lontano 2001. Sharon Maguire dirige “Il diario di Bridget Jones”, tratto dal romanzo omonimo di Helen Fielding. La scrittrice, mediante la sua eroina moderna, voleva raccontare la vita di una trentenne inglese afflitta da problemi di cuore e piuttosto sfortunata.  Questa all’improvviso e in modo inaspettato si trova oggetto del desiderio di due affascinanti uomini diversissimi tra loro ma entrambi decisi a conquistarla. La Fielding decide così di partire ispirandosi al celeberrimo romanzo “Orgoglio e pregiudizio” ma trasposto in un ambiente del tutto innovativo. Ha inventato quindi un personaggio che ci permette di immedesimarci, una donna comune alle prese con i piccoli e grandi ostacoli quotidiani della vita. Il sesso femminile del personaggio però non deve far credere che il target a cui l’autrice si è rivolta sia prettamente quello; al contrario, si analizzano i rapporti di coppia e i litigi, le regole d’oro per farsi amare e quelle per farsi lasciare, il tutto condito da una buona dose di ironia. Sono rappresentate le preoccupazioni e le ansie dei giovani trentenni degli anni 90 e Bridget è diversa dalle classiche eroine che siamo abituati a vedere, dato che ha costantemente problemi di peso, beve alcolici e fuma.

Dopo l’uscita della pellicola nelle sale, la popolarità della nostra protagonista è alle stelle e il successo è tanto che si pensa già ad un seguito. Infatti nel 2004, grazie alla regista Beeban Kidron, esce “Che pasticcio, Bridget Jones!”; il pubblico ha modo di sapere cosa è successo a Bridget e soprattutto quale cavaliere ha scelto definitivamente. Anche questa volta, gli incassi sono all’altezza delle aspettative.

La scelta del cast

Per il ruolo della Jones molte attrici inglesi erano state valutate, tra le quali Kate Winslet, che però all’epoca aveva appena 25 anni e fu considerata troppo giovane per la parte; Toni Collette, la quale poi rinunciò per impegni a teatro, Helena Bonham-Carter, Tilda Swinton, Liz Hurley, Rachel Weisz, Selma Blair, Nicolette Sheridan, Emily Mortimer e Kristin Scott Thomas. Alla fine la scelta ricadde sull’americana Renée Zellweger e non tutti furono inizialmente contenti, pensando anche all’accento che il personaggio avrebbe parlato: nel romanzo è inglese! Ma nonostante ciò l’attrice si è impegnata molto e ha studiato in tutto e per tutto la cadenza e le inflessioni vocali britanniche, per risultare davvero credibile.

” Mi aspettavo la polemica. Capisco che gli inglesi siano arrabbiati: so quanto è ristretto il mercato per le attrici inglesi. Arriva una parte così magnifica come Bridget Jones e capisci che ogni attrice inglese vorrebbe recitarla. Penso però che la cosa più importante di questo personaggio è la sua essenza, ed è quella che la rende così universale e spiega perché il libro abbia avuto tanto successo. È una persona con cui ogni donna si può identificare. È un tema universale fra le donne che cercano di realizzarsi sia sul piano professionale che su quello personale. Perciò sento una grande responsabilità nell’essere lei .”       -Renée Zellweger

Inoltre per perfezionare l’immedesimazione dell’attrice nella parte, i realizzatori le trovarono lavoro come tirocinante per alcune settimane presso la casa editrice Picador, dove prese telefonate, facendo caffè e fotocopie con il nome di Bridget Cavendish. Le vennero fatti i complimenti perché sembrava una vera e propria segretaria, tanto che il resto del personale non si era accorto di chi fosse realmente!

La Zellweger ha dovuto anche ingrassare di ben 12 chili, seguendo una dieta super proteica a base di grassi e cibi spazzatura. Nel frattempo si stavano cercando anche i due pretendenti per i ruoli del donnaiolo affascinante Daniel e dell’elegante e romantico Mark. Per interpretare il primo viene scelto Hugh Grant, che qui per la prima volta mostra un altro lato della sua recitazione, meno innocente ed affettuoso. Mark invece è impersonato da Colin Firth, per il quale Bridget nel romanzo ha una grande cotta (l’ironia della sorte!), attore capace di rendere l’idea di un uomo altezzoso ma semplice e innamorato.

jones

Il terzo film

Ed eccoci arrivati ad oggi, ovvero alla produzione dell’ultimo capitolo della vita della Jones. Questa pellicola ha faticato a decollare, dato il cambio di regia in corso d’opera e il rifiuto di Hugh Grant di partecipare ( a causa della sceneggiatura mal concepita, a detta sua). La regista è nuovamente Sharon Maguire e ha voluto nel cast un nuovo corteggiatore per la nostra amata Bridget: il bel Jack / Patrick Dempsey, conosciuto ai più come Dottor Stranamore di “Grey’s Anatomy”.

dempsey

La protagonista ha almeno dieci anni di più rispetto al secondo film e si ritrova in dolce attesa, senza conoscere però l’identità del padre; l’indecisione ricade tra l’ex marito Mark e la nuova fiamma Jack e il trailer promette divertentissimi colpi di scena e gag sfortunate tipiche di Bridget.

C’è chi crede che questo nuovo film non avrà il successo sperato dai produttori, anche a causa del cambiamento notevole che riguarda il fisico di Renée Zellweger; lo scorso anno si vociferava che lei avesse subito una serie di interventi di chirurgia estetica e un’ingente calo di peso finiti non troppo bene e che questo le avesse causato la perdita dell’espressività e della simpatica morbidezza che contraddistinguevano il personaggio.

Non ci resta che aspettare la metà di settembre per sapere se l’attrice premio Oscar e tutto il resto del cast saranno all’altezza delle “puntate” precedenti e sapranno divertirci come allora.

 

 

Siete curiosi di vedere questo film o pensate che troppi sequel possano diminuire la qualità di un prodotto? Andrete al cinema a vederlo?

A presto,

Bea

 

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