La seduzione del sogno

“Nessuno sembrava vederlo, e nulla lui sembrava vedere. Era un filo d’oro che correva diritto nella trama di un tappeto tessuto da un folle.”

Pagine: 108

Editore: Economica Feltrinelli

Lingua: italiana

Trama

Un giovane soldato di nome Hervé Joncour soggiorna per qualche tempo a Parigi; la sua licenza sta per scadere e lui si gode gli ultimi giorni a Lavilledieu. Tuttavia l’incontro con un certo Baldabiou gli fa cambiare idea: decide così di intraprendere un’altra carriera, quella del commerciante di bachi da seta. L’economia del piccolo paese dipende dal commercio di bachi e serve qualcuno che viaggi fino in Giappone per assicurarsi la migliore materia prima disponibile, per creare seta di altissima qualità. Hervé accetta l’incarico e parte, lasciando a casa la moglie ad attenderlo. Ma una volta tornato, non sarà più lo stesso uomo.

Seta

Con quale tema iniziare, se non con quello che da il titolo all’opera? Tutta la narrazione è delicata e scorre e scivola sulla pelle dello spettatore come seta, la seta giapponese che è descritta come il più perfetto e costoso tessuto esistente all’epoca. Infatti i bachi derivanti dall’Oriente sono molto ambiti ed è difficoltoso procurarsene, anche se Hervé mediante alcune illustri conoscenze riesce ad ottenere ciò che cerca. Questa stoffa è il filo conduttore che lega tutta la vicenda ed è anche la causa dei continui e lunghissimi viaggi che l’uomo è costretto a compiere. Essa ritorna anche negli abiti delle bellissime donne giapponesi che incontra e le rende una sorta di figure mistiche ed inarrivabili, come fossero ninfe irreali che nascondono la loro perfezione sotto vesti di sogno. Di seta sembra essere anche una ragazza che Joncour incontrerà più volte e che instaurerà un legame particolare con lui.

Narrazione

La narrazione è particolare, in quanto i brevissimi capitoli sono composti da poche parole ma ben scelte e pesate. Non troverete nessuna frase di troppo e nessun dialogo privo di senso. Da l’impressione che nulla sia lasciato al caso da Baricco e sto imparando che nei suoi romanzi è necessario leggere tra le righe. Non sempre sono indicati i nomi dei due interlocutori durante i dialoghi, così è il lettore che deve ricostruirli mentre prosegue.

Inoltre vengono ripetute alcune frasi all’interno del testo, che danno allo stesso tempo un senso di familiarità (poiché sappiamo già come si concluderanno) e forniscono a chi legge l’impressione di trovarsi davanti ad una favola, con formule pre-costruite. Ed effettivamente la struttura ricalca benissimo lo stile fiabesco, sebbene sotto ci siano poi concetti più profondi.

Semplicità

Il fulcro di questo romanzo sta proprio nella sua semplicità: la trama è immediata e la caratterizzazione dei personaggi è sin da subito delineabile, senza con questo voler dire che siano banali e prevedibili. Infatti al termine del libro una persona vicina ad Hervé compirà un gesto che vi stupirà e così facendo svelerà una sfaccettatura del suo carattere che non si aveva avuto modo di conoscere fino a quel momento.

Immagini

Baricco crea delle immagini nella mente del lettore che sono veramente vivide e tangibili, ma allo stesso tempo sembrano provenire da un sogno. Vi rimarranno impressi dei momenti chiave nella narrazione, proprio grazie alla descrizione fotografica fornitavi. Un esempio è senza dubbio la “scena” della gigantesca gabbia contenente uccelli rari da tutto il mondo che improvvisamente si spalanca e lo stormo multicolore si muove libero nel cielo. Poesia.

Finale

L’autore stupisce sempre con i suoi finali che ribaltano la situazione o almeno sconvolgono l’idea che il lettore si era costruito per tutto il romanzo. Una conclusione che non lascia spazio ad alternative immaginarie da parte del fruitore dell’opera, ma che lascia invece aperti spunti e riflessioni su cosa sia l’amore vero e quale sia il confine tra sogno, che affascina e sembra essere perfetto, e la realtà, che è quella in cui viviamo tutti i giorni e non sempre si dimostra felice ed appagante. Il segreto però è comprendere in quale dei due mondi si vuole vivere e non rimanere divisi tra due poli opposti. Si deve scegliere (o forse solo accettare? Questa la grande domanda sotto il romanzo) la vita che si vuole vivere.

 

Che dire? Ho apprezzato molto questo piccolo romanzo, letto in un paio di giorni. Acquisterò certamente altri titoli di questo autore, che si sta dimostrando molto affine ai tipi di letture che piacciono a me. Qualcuno di voi lo ha letto?

A presto,

Bea

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