“The light between oceans” di Derek Cianfrance

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Trama

Siamo in Australia, in seguito alla fine della Prima Guerra Mondiale. Tom Sherbourne decide di diventare il nuovo guardiano del faro e accetta quindi di passare tre lunghi mesi in solitudine su un’isola situata tra l’Oceano Indiano e quello Australe. Prima di partire viene invitato a cena da una benestante famiglia australiana, che ha tra i membri il “datore di lavoro” di Tom. Lì incontra Isabel, la bella figlia di quest’ultimo, e subito ne rimane affascinato. Presto i due decidono di sposarsi e trascorrono le loro giornate tranquille sull’isola del faro, fin quando un giorno una barca a remi arriva sulla spiaggia: trasporta il cadavere di un uomo e una bambina appena nata piangente. Si convincono di tenere con sé il bebè e di crescerlo come fosse figlio loro.

Nel frattempo Hannah cerca disperatamente notizie del marito disperso in mare e della piccola che aveva partorito da poco.

La visione dell’amore

Tom ha molta difficoltà ad esternare le proprie emozioni e ad aprirsi al prossimo, a causa di tutto il dolore che ha dovuto sopportare durante la guerra. Ma quando nella sua vita arriva Isabel, i suoi giorni sembrano riacquistare un senso e questa ragazza piena di entusiasmo e vitalità è un toccasana per lui. Si accorge che il suo cuore è ancora in grado di provare sensazioni così forti e positive e affida alla sua sposa la chiave della sua felicità. La loro è una storia d’amore toccante, duratura, seppur vacillante per qualche tempo. Ciò che li allontana è poi anche ciò che li fa riavvicinare, quindi il legame che costruiscono può essere considerato eterno.

Il desiderio di una famiglia

La famiglia è il desiderio più grande che entrambi i protagonisti inseguono. Tom sente ancora il fantasma del suo passato sofferto e si immerge così a capofitto nella nuova vita con sua moglie, mentre Isabel è affascinata dai lati ombrosi ma anche da quelli amorevoli del marito, tanto che decidono di avere un bambino. Purtroppo la gravidanza viene interrotta per due volte da un aborto spontaneo e sembra non prospettarsi più felicità per la coppia. La donna si sente inutile e colpevole per il mancato successo nel portare a termine la gestazione; il marito non sa come poterla salvare da uno stato depressivo imminente. Fin quando arriva questo pargoletto dall’oceano, e Isabel prega in tutti i modi Tom di tenere il bebè come figlio loro. Entrambi sanno che è l’ultima possibilità per essere appagati, così nascondono a tutti che il bambino in realtà non è il loro. Per  tre anni vivono un’esistenza tranquilla, ma poi un giorno incontrano  Hannah, la vera madre della bambina, e sono testimoni della tristezza della donna. Sono costretti a decidere se conservare intatta la loro contentezza o restituire alla donna la piccola che in questi anni hanno cresciuto con amore. Credo che per due genitori sia impensabile dover lasciare il proprio figlio, anche se non per forza di sangue, a qualcun altro. Di conseguenza un bambino che abbia passato alcuni anni con due persone, le riconosce ovviamente come genitori e si affeziona a loro, quindi il distacco sarebbe sofferto da entrambe le parti.

La giustizia che incombe

E’ quella che cerca Tom e che lo tormenta da quando lui e la moglie hanno deciso di tenere la bambina. Avrà fatto la scelta giusta? Certamente l’hanno salvata da morte certa da quella barca e l’hanno accudita come fosse loro, ma adesso che una madre è stata identificata e desidererebbe avere di nuovo tra le braccia la sua piccola, come comportarsi? Isabel se lui decidesse di confessare tutto ne rimarrebbe terribilmente addolorata e non glielo perdonerebbe mai. Nel corso della storia seguiamo tutto il percorso psicologico e i dissidi interiori di Tom e le ragioni per cui compie alcune scelte piuttosto di altre. Lo spettatore si chiede quale sia il confine della giustizia, e se questa debba superare l’amore.

L’ambientazione

L’isola del faro diventerà anche casa vostra; vi abituerete alla spiaggia, alla piccola cucina della casa che è testimone di alcune scene chiave; le scale che portano al faro diventeranno il vostro incubo nelle notti di tempesta. Insomma, lo spettatore vive con i personaggi ogni singolo momento, anche grazie al fatto che il regista ha deciso di non creare molti salti temporali:  il tempo del racconto (il tempo in cui la storia è narrata a chi guarda) non si discosta molto dal tempo della storia (l’arco di tempo nel quale si sviluppa l’intera vicenda, che abbraccia diversi anni). Questo fa sì che siano presenti molti momenti “di stallo” e senza particolari avvenimenti che portino avanti la narrazione, ma che non appesantiscono la visione e anzi donano nuove sfaccettature ai protagonisti. Tutto il film è quindi permeato da un senso di malinconica tranquillità, rafforzata anche dalla colonna sonora.

Colonna sonora

E’ molto presente nel corso della storia e ci restituisce a livello sonoro tutto ciò che vediamo sullo schermo e sentiamo dalle bocche degli attori. La definirei il perfetto “collante” dell’intera vicenda. Ad opera del bravissimo Alexandre Desplat, già responsabile, tra gli altri, delle colonne sonore dei film “The Danish girl” e “The imitation game”.

Il titolo

La scelta del titolo viene spiegata da Tom verso la fine del film; dice che Isabel è entrata nella sua vita come una benedizione e ha fatto rinascere la speranza per il futuro in lui. E’ come una luce tra due oceani, uno spiraglio di felicità tra il passato doloroso dell’uomo. Inoltre l’isolotto del faro si trova geograficamente tra due oceani, quello Indiano e quello Australe, quindi è come se fosse una sorta di “terra di mezzo” magica nella quale esiste soltanto l’amore dei due coniugi e nella quale essi trascorrono la maggior parte degli anni insieme.

Il cast

Che dire del cast? Un Michael Fassbender (Tom) perfettamente calato nella parte, che ci regala picchi di drammaticità strazianti in alcune scene. Alicia Vikander (Isabel) mi convince sempre più, man mano che ho modo di vedere pellicole in cui lei è presente.L’intensità con la quale vuole essere madre e con cui lotta per la bambina che è diventata sua è notevole. Inoltre la chimica tra i due attori è fortissima, forse rafforzata  anche dal fatto che i due nella vita reale sono fidanzati sul serio. Molto brava anche Rachel Weisz nel ruolo di Hannah, che verso la fine del film si renderà molto umana agli occhi dello spettatore.

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Fassbender e Vikander al Festival di Venezia 73

Considerazioni finali

Ho visto questo film l’1 settembre al PalaBiennale, alla proiezione serale delle 20. La storia mi ha travolta completamente e se verrà portata nelle sale cinematografiche è di certo una visione che vi consiglio. Nelle ultime scene mi sono anche commossa, data la crescente drammaticità della vicenda, e posso dire di aver passato 133 minuti di alta qualità.

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Eccovi la mia personale recensione di questa pellicola stupenda, sperando che vi sia piaciuta!

A presto,

Bea

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3 thoughts on ““The light between oceans” di Derek Cianfrance

  1. Ciao! Complimenti per l’articolo 🙂
    Ho avuto modo anche io di vedere il film in PalaBiennale a Venezia, che dire, concordo pienamente con ciò che hai scritto, si tratta di un film che visivamente mi ha colpito molto fin dalle prime inquadrature. I paesaggi mozzafiato, rendono immediata l’immersione dello spettatore nell’atmosfera di solitaria inquietudine che collego all’isola del faro. Non si può evitare di rimanere coinvolti emotivamente durante lo svolgersi della storia e più volte mi sono trovato a rivalutare i miei giudizi nei confronti delle azioni e delle scelte compiute dai due protagonisti. Non vedo l’ora di rivederlo!

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