3 film in pillole #1

Oggi mi piacerebbe inaugurare una serie di articoli che riguardano il cinema; in particolare, mi piaceva l’idea di poter consigliare un film non parlando della trama o analizzandolo come faccio di solito, ma citandovi una sola frase (o parte di qualche dialogo) direttamente dalla pellicola. In questo modo spero di incuriosirvi per andare a reperire il film in questione, e perché no, farvi sorprendere da una trama che non conoscete!

1. “Ritorno a Cold Mountain” di Anthony Minghella

Ada Monroe: Hai ricevuto le mie lettere?
W.P. Inman Balis: Ne ho ricevute tre. Le tenevo sempre… le tenevo nel libro che mi hai dato, il Bartram.
Ada Monroe: Penso d’avertene scritte almeno centotré. E tu mi hai scritto?
W.P. Inman Balis: Quando potevo. Se tu… se non le hai mai ricevute posso riassumere.
Ada Monroe: No, no, no…
W.P. Inman Balis: Prego perché tu stia bene. Prego di essere nei tuoi pensieri. Sei l’unica cosa che mi impedisce di scivolare in un abisso di oscurità.
Ada Monroe: E come è stato possibile? Insieme abbiamo avuto soltanto così pochi momenti.
W.P. Inman Balis: Sono tanti, i momenti! Sono come un sacchetto di finissimi diamanti. Non importa se sono vere o se me li sono immaginati. La curva del tuo collo, è una cosa vera? La sensazione di tenere le mie braccia quando ti ho stretta a me.
Ada Monroe: Tu con l’aratro in un campo.
W.P. Inman Balis: Tu che tieni un vassoio…
Ada Monroe: E tu che non volevi entrare?
W.P. Inman Balis: No, non volevo entrare.
Ada Monroe: Per quello io avevo preso il vassoio, era una scusa per uscire a vederti.
W.P. Inman Balis: Quel bacio, te l’ho dato ogni giorno del mio cammino.
Ada Monroe: Ogni giorno ti ho aspettato, col desiderio… il desiderio di vedere il tuo viso.
W.P. Inman Balis: Se tu riuscissi a vedermi dentro, nel mio – come lo vuoi chiamare – nel mio… nel mio spirito, è di questo che ho paura. Credo di essermi rovinato. Continuavano a volermi mettere sottoterra, ma non era ancora l’ora.
Ada Monroe: Inman…
W.P. Inman Balis: Ma se in me c’era… c’era del buono, l’ho perduto. Se c’era della tenerezza in me, l’ho uccisa. Cosa scriverti dopo quello che ho fatto? Quello che ho visto?
Ruby Thewes:[Si sveglia a causa della porta aperta] Numero uno: chiudiamo questa porta che si gela! Numero due: chiudiamo anche questa che si gela! [Si dirige nella capanna di suo padre ferito] Mi tocca starmene lì con le dita piantate nelle orecchie per non sentire chi “ha una borsa di diamanti”, chi “ha un vassoio in mano”! Se uno proprio vuole sguazzare nella cacca basta che stiano a sentire quello che gli innamorati si sussurrano! Quindi se volete starvene a fare “picci picci” tutta la notte, io vado a dormire con lui!
[Ada si alza e si dirige nella sua capanna]

 

ritorno-a-cold-mountain-hdimg.jpg

2.”Grand Budapest Hotel” di Wes Anderson

“Vedete, ci sono ancora deboli barlumi di civiltà lasciati in questo mattatoio barbaro che una volta era conosciuto come umanità. Infatti è quello che abbiamo a disposizione nel nostro modesto, umile, insignificante … oh, fanculo”  – Gustave

 

Wes-Anderson-Grand-Budapest-Hotel.jpg

 

3.”La verità è che non gli piaci abbastanza” di Ken Kwapis

“Mentre cresciamo ci insegnano tante cose: se un ragazzo ti dà un pugno gli piace; non tagliarti i capelli da sola; un bel giorno incontrerai un uomo meraviglioso e per te ci sarà il lieto fine. Ogni film che vediamo, ogni storia che ci viene raccontata, ci scongiura di aspettare questo: la svolta del terzo atto, la dichiarazione d’amore inaspettata, l’eccezione che conferma la regola. Ma a volte siamo così concentrate sulla ricerca del lieto fine che non riusciamo a interpretare i segnali, a riconoscere chi ci vuole da chi non ci vuole, chi resterà da chi andrà via. E forse nel lieto fine non è compreso un uomo meraviglioso… Forse sei tu, da sola, a rimettere insieme i pezzi, a ricominciare, per liberarti nella speranza che arrivi qualcosa di meglio nel futuro. Forse il lieto fine è solo andare avanti. O forse il lieto fine è questo: sapere che nonostante le telefonate non ricevute e il cuore infranto, nonostante tutte le figuracce e i segnali male interpretati, nonostante i pianti e gli imbarazzi, non hai mai e poi mai perso la speranza!”  -Gigi

 

justin-long-e-ginnifer-goodwin-in-una-scena-del-film

 

 

Ora tocca a voi: avete visto questi film? Cosa ne pensate? Se non ne avevate mai sentito parlare, vi hanno incuriosito queste citazioni? Lasciate un commento se vi va!

A presto,

Bea

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