Il party che cambiò tutto

 

“Le sorelle perfette” di Jason Moore, 2015

Maura e Katie sono due sorelle che da tempo non abitano più con i genitori. La prima ha una figlia adolescente che fa la parte della responsabile della famiglia, dato che la madre non riesce a tenersi stretto un lavoro e ha un caratterino difficile. La seconda è l’esatto opposto: lavora come infermiera, è dedita al prossimo ed è molto timida e pacata. Un giorno le due si ritrovano davanti alla casa dei loro genitori a Orlando, perché questi hanno deciso di vendere l’abitazione nella quale sono cresciute. Disperate dalla notizia dell’improvvisa vendita, decidono di dissuadere gli eventuali compratori dando una brutta impressione ai futuri proprietari e si convincono ad organizzare un ultimo grande party nella loro vecchia casa. Invitano tutti i loro ex compagni di classe del liceo e la serata si prospetta come una rimpatriata tra persone che non si incontrano da tempo e un’ultima occasione per rendere Maura, che non ha mai avuto una festa tutta per lei, la “regina” del party.

Ma non tutti i piani vanno come previsto …

Un nido in cui tornare

Nonostante i dissapori che si sono rafforzati negli anni tra Maura e i genitori, la famiglia è comunque un nido sicuro al quale tornare nei momenti di difficoltà. Infatti è stata aiutata più volte dal punto di vista economico e sa che anche lei in fondo è piuttosto legata alle sue radici.

Katie invece ha sempre mantenuto i rapporti ed è considerata la sorella con la testa sulle spalle, quella alla quale rivolgersi quando è necessario far ragionare Maura e riportarla sulla retta via. Anche in questa situazione infatti è costretta a calmare la sorella quando scopre che la casa di famiglia è in vendita. Ma non tutte le situazioni possono essere gestite a sangue freddo e con giudizio; ci sono alcuni momenti nella vita nei quali bisogna sapersi lasciar andare, ed è qui che entra in gioco la verve da festaiola di Maura. Insomma, queste due sorelle si completano.

Gli opposti si attraggono

Come si diceva, due sorelle così diverse caratterialmente ma così vicine dal punto di vista affettivo. Maura ricorda ancora che Katie non ha mai avuto in gioventù una festa nella quale si sia sentita bellissima e divertente, perciò convincendola ad organizzarne una è come se volesse darle una seconda possibilità.

D’altro canto Katie la aiuta a sua insaputa badando alla figlia adolescente della sorella, quando la ragazza non se la sente di rimanere a casa propria, per via dei continui traslochi e delle poche attenzioni della madre. Maura  si sente colpevole e apprensiva quando la figlia va via di casa per alcune settimane, ma non sa come gestire la cosa e soprattutto non sa che Katie conosce la situazione e ospita a casa propria la nipote.

Il loro incontro dopo tanti anni, in occasione del trasloco dei genitori, le farà riflettere sulle loro vite e ritrovare un punto di contatto, che sembrava perduto da tempo.

Il titolo

Le sorelle Ellis ci vengono mostrate tutt’altro che perfette, ognuna con le proprie vicissitudini alle spalle e con le corazze che si sono create per non soffrire più. Rappresentano lo spettatore, che si può tranquillamente identificare nell’una o nell’altra situazione o almeno capire quale sarebbe la soluzione ai loro problemi, dando forse qualche spunto per sistemare la propria vita.

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Le sorelle nella casa d’infanzia

Il mondo adulto

Il mondo adulto è considerato da tutti gli ex studenti della storia come noioso e piatto; ormai credono di non poter sognare più nulla di nuovo e le speranze della gioventù si sono amaramente infrante. I primi momenti del party infatti sono tristi e nostalgici, ma poi Maura riuscirà, tramite un discorso motivazionale ed entusiasta, a riaccendere in loro la scintilla che si era spenta da tempo. Il messaggio che il regista vuole darci, forse banale ma spesso dimenticato, è che il divertimento non ha età. Anche gli adulti possono coltivare dei sogni ed organizzare feste nelle quali ubriacarsi  e ballare lasciando da parte le responsabilità per una sera.

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Che il party abbia inizio!

Il cast

Tina Fey ed Amy Poehler sono due attrici comiche coi fiocchi; non a caso si sono distinte infatti in programmi televisivi di successo quali il Saturday Night Live, che ha ospitato una miriade di attori comici famosi in tutto il mondo; inoltre hanno anche presentato insieme la prestigiosa cerimonia dei Golden Globes, facendo divertire tutti gli ospiti battuta dopo battuta.

Ma non sono solo questo: sono due attrici molto preparate a mio avviso, che sanno anche vestire ruoli con sfumature più malinconiche e meno irriverenti. In questa stessa pellicola si possono notare infatti delle scene più riflessive e profonde, che sono risultate comunque molto credibili.

Vorrei scrivere due righe anche su Maya Rudolph, che qui interpreta la perfida nemica del liceo che le sorelle odiavano: le scene nelle quali lei vuole assolutamente entrare in salotto per prendere parte alla festa, mentre le sorelle la continuano a ricacciare in strada, sono decisamente divertenti e da vedere.

 

 

Di certo non grido al capolavoro, ma un film come questo permette di rilassarsi per un paio d’ore e di “staccare la spina” dagli impegni quotidiani, che siano studio, lavoro o qualsiasi altra incombenza che siamo costretti a sbrigare. Una commedia senza troppe pretese che però fa divertire parecchio, l’ideale per queste fresche serate settembrine, davanti ad una cioccolata calda o un tè, in compagnia degli amici.

 

Ora la parola passa a voi: chi ha visto questa pellicola? E soprattutto cosa ne pensa?

A presto,

Bea

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2 thoughts on “Il party che cambiò tutto

  1. ciao S., dopo un lungo periodo come ghost reader torno a scriverti. proprio l’altra sera ho guardato questo film perché avevo bisogno di un po’ di leggerezza e in effetti è stato molto, molto divertente. ma indovina un po’! la cosa che mi è rimasta più impressa è la lampada che avevano le due protagoniste in camera, che se l’accendevi proiettava un cielo stellato con la scritta “dream”, fantastica *.*
    XO XO BLAIR

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