Quando il futuro può salvare un ricordo del passato

 “Saving Mr Banks” di John Lee Hancock, 2014

P.L. Travers: E’ venuto per farmi cambiare idea, vero? Perchè io mi sottometta…
Walt: No. No. Sono venuto…perchè lei mi ha giudicato male.
P.L. Travers: In che senso l’ho giudicata male?
Walt: Lei guarda me, e vede una storta di Re Mida Hollywoodiano. Crede che io abbia costruito un impero, e voglia la sua Mary Poppins per aggiungere un mattone al mio regno.
P.L. Travers: E non è così?
Walt: Beh, se fosse soltanto questo avrei inseguito una donna scontrosa e testarda come lei per vent’anni? No, mi sarei risparmiato un’ulcera. No, lei si aspettava che io la deludessi…e ha fatto in modo che accadesse. Beh, io credo che sia la vita a deluderla, signora Travers. Credo lo abbia fatto spesso, e credo che Mary Poppins sia l’unica persona nella sua vita a non averlo fatto.”

Trama

1961. La scrittrice Helen Lyndon Goff (nome d’arte Pamela Travers) viaggia da Londra a Hollywood per incontrare Walt Disney e discutere sulla sua proposta di creare una trasposizione della sua Mary Poppins, best seller pubblicato dalla Travers nel 1934. Disney si ritrova di fronte ad una donna non disposta ad accettare compromessi. Durante il suo soggiorno in California la Travers comincia a riflettere sull’infanzia trascorsa in Australia quando le difficoltà vissute dalla sua famiglia, l’affetto del padre Goff e la solarità della zia Ellie hanno posto le basi per l’ispirazione dei personaggi di mister Banks e Mary Poppins, i due protagonisti del romanzo. Pur riluttante a concedere i diritti a Disney, P. L. capisce presto che il produttore ha i suoi buoni motivi per volere realizzare questa pellicola.

Anche i genitori sono umani

Questa frase dovrebbe essere stampata a caratteri cubitali sui cartelloni pubblicitari, per quanto mi riguarda. Troppo spesso ci dimentichiamo, soprattutto da piccoli (e non possiamo di certo farcene una colpa), che i nostri genitori non sono perfetti; commettono errori e possono essere fragili, possono avere bisogno di rassicurazioni, di supporto per rimanere sulla “retta via”. Non possiamo pretendere da loro che sappiano sempre cosa fare e quando, che conoscano la vita in tutto e per tutto e come maestri ce la illustrino alla prima occasione. Succede che vogliano fingere che vada tutto bene davanti a noi, figli; se abbiamo un problema ci rivolgiamo fiduciosi al sapere dei nostri “vecchi”, ma se fossero loro ad avere necessità d’aiuto? Non si smette mai di essere figli, anche quando si diventa genitori. Di conseguenza nessuno potrà mai considerarsi autosufficiente e autonomo nei confronti dell’aiuto altrui, soprattutto da parte di chi ci conosce così bene. Margaret passa in particolare un momento di fragilità in cui non riesce più a sostenere quel tipo di esistenza e decide di farla finita. Helen arriverà in suo soccorso strappandola da una tragica fine, dimostrandole il suo amore. Che i ruoli si invertano?

 

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Il rapporto tra padre e figlia

Vi dico tutto questo per spiegare la profondità di Travers Goff, un uomo mediocre forse, ma un padre meraviglioso. Per le sue tre figlie inventa un mondo costituito di balocchi, sogni e fantasie e lo popola con la sua travolgente presenza. Cerca di escludere dalla vita delle piccole tutti i suoi problemi di denaro, di alcolismo, la sua fragilità (di nuovo, questo termine), ma arriva un momento in cui i demoni che lo affliggono diventano più forti della bolla fatata che ha costruito. E quando questa scoppia, il mondo della famiglia Goff va in frantumi.

Helen scopre improvvisamente che i sogni non sono duraturi e che la vita è dura e senza spazio per fantasticare. Vede per la prima volta in vita sua non il padre, ma l’uomo. E ne rimane delusa. Ecco perché cresce in modo così disilluso e freddo nei confronti del prossimo; non vuole soffrire più, la Pamela sessantenne. Walt Disney compare in questa fase della sua vita e dovrà capire piano piano che la rigida scorza che avvolge la signora Travers è solo un modo per proteggersi.

Non inserisco volutamente citazioni che riguardano dialoghi tra il padre e la futura scrittrice, perché valgono di per sé anche tutta la visione del film e desidero lasciarvi il piacere di parteciparvi.

 

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Ralph: un angelo custode?

Oltre a Walt Disney, un uomo che comprende subito la personalità della Travers è Ralph, autista incaricato di accompagnare la scrittrice in tutti i suoi spostamenti in città, per conto di Disney. Inizialmente la donna non sembra molto disposta a costruire un rapporto d’amicizia, ma sarà proprio grazie al suo costante supporto che riuscirà poi ad aprirsi e a ricominciare a godere della vita. Conosciamo la sua storia personale e i problemi del figlioletto, e il suo modo di affrontare giorno per giorno (e in particolare le giornate di sole; se vedrete, capirete) lo farà sembrare una sorta di angelo custode agli occhi di Pamela.

 

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La magia nel reale

Prima di iniziare questo film credevo che il tema portante fosse la magia, i sogni che un uomo come Walt Disney ha potuto creare, un’euforia di un paio d’ore come se lo spettatore si trovasse all’interno di Disneyland. Invece la magia che troviamo è quella che costruiamo dentro di noi, è il bambino pieno di stupore che emerge nel mondo adulto per spingerci a farci coraggio ed andare avanti. Insomma, non è per nulla un film per bambini o comunque con tematiche leggere e fantasiose. La meraviglia di un filo d’erba illuminato dal sole vi colpirà; la magia delle piccole cose.

 

SAVING MR. BANKS

Il cast

Che dire del cast? Amore a prima vista! Tom Hanks è come sempre perfettamente calato nella parte ed interpreta un signor Walt bonario e conciliante, seppur determinato nella realizzazione di questo film. Chi non è altrettanto conciliante è la sua partner sullo schermo Pamela Travers, interpretata da Emma Thompson; ho amato moltissimo la caratterizzazione del suo personaggio, che la Thompson è riuscita a restituirci in tutte le sue sfaccettature: emerge il lato duro e disincantato, quello dolce e sensibile… Insomma, un personaggio a 360 gradi.

Ruth Wilson impersona la madre di Pamela ed è presente in molte scene riguardanti il passato della scrittrice; se dovessi attribuire un solo aggettivo a questo personaggio, sceglierei proprio il sopracitato termine “fragile”. Infatti comprendiamo sin da subito il disagio e lo sforzo che Margaret Goff ha subito per sostenere lo stress di un trasloco importante e di un marito dipendente dall’alcol. La scena nella quale si avvicina, in trance, verso il fiume vicino alla casa rincorsa dalla piccola Helen è veramente toccante. La Wilson quindi ci trasmette tutto questo, a mio parere.

Paul Giamatti / Ralph è un personaggio più importante di quanto sembri quindi ho osservato l’attore con la dovuta attenzione, potendo concludere che anche questo (sarò ripetitiva) mi ha di certo lasciato una buona impressione.

Infine lui, l’attore e il personaggio che ho preferito in assoluto all’interno della storia: Colin Farrell alias Travers Robert Goff. Farrell non ha interpretato Travers, LO E’ STATO. Potevo sentire le sue sofferenze da padre e la delusione che i suoi atteggiamenti potevano suscitare soprattutto nella piccola Helen, la più legata al padre.

Il titolo

All’inizio della pellicola mi chiedevo il motivo di questo titolo; perché compare il nome del padre della famiglia protagonista di “Mary Poppins”? Durante le ultime battute ho capito. Creando il personaggio di Mary Poppins, la piccola Helen voleva costruirsi una supereroina che fosse in grado di salvare lei e la sua famiglia dallo sfacelo, in particolare che riuscisse a salvare il suo povero padre, che lei amava più di ogni altra cosa. Per questo, la scrittrice era così terrorizzata di accettare che la trasposizione cinematografica fosse fatta perché credeva che non avrebbe reso giustizia al personaggio maschile della vicenda, Banks. Banks non è altro che l’alter ego di Travers, che lei desiderava salvare nell’infanzia, così come il suo ricordo nell’età adulta. Inoltre Pamela Travers, come si diceva, non era il nome di battesimo della scrittrice. Il cognome Travers l’ha scelto per onorare il padre, in modo che fosse sempre con lei.

 

 

 

Ecco la mia lunga (ma spero interessante) recensione di questo film che ho amato alla follia. Consigliatissimo a tutti quelli che vogliano rispolverare la sensibilità che è dentro di loro. Se lo avete già visto e volete rendermi partecipe delle vostre impressioni, sono qui!

A presto,

Bea

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2 thoughts on “Quando il futuro può salvare un ricordo del passato

  1. S., ho rivisto questo film la settimana scorsa quando l’hanno trasmesso in tv, mi ero detta “ne guardo solo un pezzo” ma poi sono stata incollata alla tv fino alla fine da quanto mi ha catturata pur sapendo come andava a finire dato che l’avevo visto l’anno scorso, ma devo dire che non l’avevo apprezzato in pieno come questa volta. Mi ha commosso tantissimo, soprattutto la parte in cui Pamela da a Ralph quell’incoraggiamento finale per la figlia, o quando Walt parla della sua infanzia, del desiderio di Pamela di salvare il padre attraverso Mary Poppins, e infine le lacrime della donna alla visione del film. E la musica! Non mi sono tolta dalla testa il motivetto “basta un poco di zucchero e la pillola va giù” per giorni (aveva proprio ragione Walt!). Sono stata così entusiasta di questa seconda visione che il giorno dopo sono andata anche a riguardare Mary Poppins (anche in preparazione del futuro film con Emily Blunt, of course) e ho trovato tantissimi collegamenti con quello che si può vedere in Saving Mr Banks (o dovrei dire il contrario, forse?). Complimenti alla Disney anche per questo capolavoro.
    XO XO B.

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    1. Bentornata Blair! 🙂
      Assolutamente d’accordo su quello che hai scritto, su Ralph, le scene del film realizzato alla fine e Pamela commossa, la canzoncina (anche io l’ho cantata per tutto il giorno dopo 😆)! Film stupendo, e sono curiosissima di vedere come sará quello con la Blunt!

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