Che la paura sia con te #1

“Fear the Walking Dead” di Robert Kirkman e Dave Erickson, 2015

Cari amanti di serie tv, vi vorrei parlare di questa serie che ho appena concluso, ma dato che ho molte cose da dire, ho deciso di dividere l’articolo in due parti, per agevolare la lettura. Senza perderci in chiacchiere, iniziamo!

 

 

Trama generale

Un giovane tossicodipendente, Nick, che si sveglia con la sua ragazza in una chiesa sconsacrata. La ragazza ha un atteggiamento strano ma lui lo giustifica col fatto che entrambi sono ancora fatti e quindi potrebbero percepire la realtà in modo un po’ distorto. Quando si gira verso di lui però ciò che vede è sconvolgente: è sporca di sangue e sta divorando gli organi interni di un cadavere! Nick preso dal panico corre lontano dalla chiesa. Più tardi si incontra con un amico, nonché spacciatore di fiducia; e cosa succede? Cerca di morderlo. Nick comincia a capire che qualcosa non va in città, nella sua Los Angeles. E ben presto lo spettatore, insieme al protagonista, si rende conto di una terribile verità: una potentissima epidemia zombie si sta diffondendo in tutto il mondo, senza possibilità di arresto.

 

 

In questo primo episodio della prima stagione conosciamo Nick Clark e la sua famiglia composta dalla sorella Alicia e dalla madre Madison. Madison è vedova e si è risposata con Travis Manawa, che aveva già costruito una famiglia con un’altra donna, dalla quale è nato Chris. Veniamo quindi immersi nelle dinamiche sociali di questa sorta di famiglia allargata, che fino a quel momento non aveva avuto alcun tipo di interazione costruttiva, ma che ora si vede costretta a collaborare per la sopravvivenza.

Il cast

Devo ammettere con dispiacere che non sono molti gli attori che mi hanno convinta all’interno della serie. Trovo che la loro recitazione sia poco realistica e piuttosto piatta, molto controllata. Tuttavia ho apprezzato su tutti Frank Dillane, interprete di Nick; lo sguardo sempre perso nel vuoto, la camminata incerta ed “errante” che da sempre l’impressione di non sapere dove porti, lo sguardo stralunato. Ha reso perfettamente l’idea di ragazzo problematico e tossico abituato a poche confidenze con la famiglia. Tra l’altro l’attore aveva interpretato in passato il giovane Tom Riddle nella saga di “Harry Potter”, quindi potreste riconoscerlo.

Il resto del cast è composto da attori che non conoscevo ma di certo sono partita senza pregiudizi di sorta: sono convinta che anche un cast poco noto possa dare molto al pubblico, ma in questo caso sono rimasta leggermente delusa.

 

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la famiglia Clark e Travis Manawa

L’idea della storia

Premetto che non ho mai visto la famosissima e apprezzatissima serie tv “The Walking Dead”, quindi non posso di certo azzardare un confronto. Ho deciso però di cominciare ad approcciarmi a questo tipo di genere più “macabro” proprio dallo spin-off, per capire se avrebbe potuto piacermi. Infatti l’idea alla base di “Fear the Walking Dead” è quella di mostrare agli spettatori le origini di ciò che è raccontato nell’altra serie, ovvero come si è diffuso il virus nelle varie città americane e anche nel resto del mondo, come hanno affrontato la minaccia i primi uomini che sono stati costretti ad una sopravvivenza costituita da violenza e diffidenza verso lo sconosciuto.

Trovo che avrebbero potuto spiegare ancora meglio come è nata questa epidemia, che è sembrata come un fulmine a ciel sereno. I primissimi zombie come sono stati infettati? Acque malsane? Aria inquinata? Un farmaco concepito male? Non ho ben colto il punto di creare uno spin-off sulle origini se poi queste origini non sono poi così considerate.

In ogni caso la curiosità di proseguire episodio dopo episodio c’è stata, perché si vuol sapere cosa accade a tutti questi personaggi (che sono moltissimi).

Tematiche affrontate

Lo spettatore ha modo di riflettere sul concetto di minaccia, la quale non deriva sempre da chi è nostro nemico, ma purtroppo potrebbe essere di casa. Lo riscontriamo in tutti gli addii dolorosi che ci scorrono davanti man mano che la storia entra nel vivo, i parenti morsi e quindi senza via di scampo che devono essere brutalmente uccisi da chi invece conserva ancora caratteristiche umane. Chi guarda si chiede: sarei davvero capace di infilare un coltellaccio in testa a mia madre, se sapessi che si sta trasformando in un mostro o se lo è già e vuole mangiarmi? Con previa consapevolezza che un “non morto” non distingue più la famiglia, l’umano dall’animale e non ha più sentimenti o emozioni, se non la sete di sangue, ci si domanda se questo basti per farci assassinare (si tratterebbe quindi di un assassinio o di un “favore” che gli faremmo?) un familiare o un amico.

Anche all’interno della nostra grande famiglia protagonista si presenta questa situazione, quando la madre di Chris viene morsa.

Altro concetto chiave è quello primitivo di “amico / nemico”; come si dice, “fidarsi è bene e non fidarsi è meglio”, quindi chi si dimostra tuo alleato potrebbe fingere e tradirti alla prima occasione oppure rimanerti fedele solo per questioni di interesse. Stando così le cose, come si riesce a definire un nemico vero e proprio, se il confine è così labile?

Ma parliamo di famiglia; le famiglie Clark e Manawa sono le più indagate psicologicamente, ma troviamo anche i Salazar che danno adito a riflessioni piuttosto serie, soprattutto in merito alla religione e alla fede (e il timore) in qualcosa di più potente dell’uomo. Ci si chiede quanto un genitore debba spingersi al limite per salvare un figlio e quando arrivi il momento di lasciarlo andare. Se l’amore per il partner possa superare un’apocalisse zombie che rimette in gioco tutti i rapporti familiari.

Lo Stato infine come si comporterebbe se accadesse davvero una tragedia di questa portata, una sorta di fine del mondo? La solidarietà tra cittadini esiste o è solo una speranza che ci imponiamo per rassicurarci?

Insomma, non si può certo dire che le tematiche principali che riguardano la società, la famiglia e le relazioni personali che vi intercorrono non siano oggetto di interesse.

 

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Ecco, per ora concludo così, con questa immagine di una “simpatica” sfilata di zombie, ma aspettatevi presto la seconda parte! Nel frattempo ogni commento è ben accetto.

A presto,

Bea

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5 thoughts on “Che la paura sia con te #1

  1. Vista dopo aver amato The walking dead, perciò avevo alte aspettative. Ma soprattutto credevo che avremmo saputo come si era sviluppata l’epidemia…e invece nulla!
    Il resto te lo scrivo la prossima volta ahahhaha

    Mi piace

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