Benvenuti nel mesozoico. L’unione (di due fratelli) fa la forza.

“Mio fratello rincorre i dinosauri” di Giacomo Mazzariol

Pagine: 174

Editore: Einaudi

Lingua: italiana

“C’era della magia in tutto ciò che faceva, e io capii che avrei passato il resto della mia vita nel tentativo di catturarla.”

Trama

Questa è la storia di Giacomo e della sua famiglia e di come le loro vite siano cambiate dopo l’arrivo del più piccolo di casa, Giovanni. Giovanni è un bambino speciale e sin da piccolo si distingue dagli altri, sia per alcune caratteristiche fisiche (come gli occhi allungati e la nuca piatta) sia per gli atteggiamenti che ha: ha paura di calpestare l’erba, tanto per dirne una. Questo bambino soffre della sindrome di Down, ma la sua non è una sofferenza. Ama moltissimo la sua famiglia (e i dinosauri) e si gode la vita giorno per giorno, come in “un’istantanea. Gio scatta una foto, ci entra dentro e la vive, la tocca, la sporca, magari la straccia, poi ne fa subito un’altra. Tutto si esaurisce nel presente.” E le persone attorno a lui possono semplicemente imparare ad apprezzare davvero le piccole cose e le gioie più insignificanti a cui di solito non attribuiscono molto peso.

L’evento “fortunato”

Il 2 ottobre scorso mi trovavo all’evento LibrarVerona, che ha avuto luogo principalmente in Piazza Bra ed è stato tutto dedicato ai libri. Per questa occasione erano state organizzate molte interviste agli autori e mi sono imbattuta per caso in quella a Giacomo Mazzariol, ragazzo diciannovenne che ha messo anima e corpo nella stesura di questa sua autobiografia. Ho ascoltato con molto piacere tutti gli spunti di riflessione che l’autore ci ha lanciato e appena terminata l’intervista mi sono affrettata a comprare il romanzo in questione, che mi è stato anche autografato (tra l’altro Giacomo è un ragazzo simpaticissimo, pronto a scattare selfie e a scrivere dediche diverse per ogni persona).

Sono rimasta fortemente colpita dalle parole semplici e profonde con le quali Giacomo ha descritto suo fratello, le sue prime difficoltà nell’accettare che fosse “diverso” dagli altri, nel comprenderlo davvero.

Una storia lunga una vita

Il lettore viene accompagnato per mano durante tutte le tappe, gioiose e dolorose, della vita di Giovanni e dei suoi affetti, da prima che nascesse fino ai giorni nostri. Entriamo così nella quotidianità della famiglia Mazzariol dalla porta principale della piccola casetta nella quale viveva prima dell’arrivo di Giovanni e poi ci trasferiamo con lei nella villetta che con sacrificio si è riuscita a comprare. Osserviamo le azioni della mamma e del papà dal basso della prospettiva di un piccolo Giacomo, che chiede molte cose e non ne capisce molte. Per esempio non capisce perché il suo fratellino appena nato sia considerato speciale; la spiegazione più logica che un bambino si possa dare sull’argomento è che Giovanni sia un supereroe, quindi migliore di tutti gli altri messi insieme, anche di tutti i suoi amichetti della scuola.

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità

L’esistenza di un supereroe, si sa, è tutt’altro che semplice. Si portano sulle spalle pesi non indifferenti e si presenta spesso il rischio di non essere capiti o apprezzati, di non avere la possibilità di integrarsi alla ‘massa’. In un certo senso è anche quello che accade al più piccolo di casa Mazzariol: quando comincia a frequentare la scuola e ad essere portato ai giardinetti a giocare, in Chiesa, a fare una passeggiata, gli altri lo guardano ora con pena, ora con tenerezza, ora con curiosità o disprezzo. Ognuno reagisce in modo diverso alla vista di Giovanni e il fratello non comprende le motivazioni di questi atteggiamenti.

Ma un supereroe cambia la vita di chi lo incontra e così anche Gio: i mille impegni quotidiani che ci rendono ansiosi e nervosi devono essere sospesi per un po’. In una società nella quale ormai non ci meravigliamo quasi più di niente, prendersi un momento per osservare il cielo e fantasticare è un diritto e un dovere. Ci fermiamo mai a riflettere su quanto siamo fortunati, su quante cose belle riempiono la nostra vita? Sembra invece che solamente gli aspetti negativi attirino la nostra attenzione. La famiglia di Giacomo e chi la circonda l’ha capito, di cos’è fatta la vita vera.

Il duro colpo della verità

Arriva il momento nel quale la verità gli piomba addosso all’improvviso, lasciandolo disarmato di fronte agli interrogativi della vita: si chiede perché il suo fratellino sia nato così, come mai i suoi compagni lo trattino in modo diverso, perché non riesce a sbrigare alcuni piccoli compiti da solo e invece ha sempre bisogno della mamma. In questo periodo i giorni per Giacomo trascorrono lenti e gravi, infestati da mille domande senza  risposta. Si convince che non ci sia più nessun supereroe, ma solo un bambino problematico del quale provare vergogna di fronte agli amici e alla ragazzina di cui si è innamorati, un peso da portarsi sulle spalle.

Infine, l’ ‘epifania’; capirà che Giovanni è veramente un ‘superuomo’, per la gioia e la vitalità che riesce a trasmettere a tutti soltanto mediante la sua presenza. Riesce a far apprezzare la perfezione spesso dimenticata di un giorno di sole, si lascia meravigliare da un fiocco di neve o da un pupazzetto della sua cameretta (come i dinosauri, dei quali è totalmente ossessionato. Da qui il significato del titolo). Ci insegna molto su come dovremmo prendere la vita, gustarla e valorizzarla sempre.

Il peso dei pregiudizi

Riflettiamo sui problemi del pregiudizio, su cosa significhi realmente amare la propria famiglia e difenderla a tutti i costi. Diventerete per un po’ il settimo membro della famiglia Mazzariol e sarete parte di quel tipico calore che solo una famiglia unita si può trasmettere. Un romanzo commovente nella sua purezza di scrittura, ma che ci pone di fronte a grandi verità. Capiamo che la paura dei pregiudizi esterni Giacomo la aveva dentro di sé e una volta liberatosi di questo blocco interiore, il resto non è  stato più importante.

La lettera

Verso la fine del romanzo Giacomo riporta una lettera che aveva scritto in un momento di sconforto al nonno; sono contenute parole piene d’amore e preoccupazione per il fratellino minore. Gli confida che teme per la sua vita da adulto, si chiede come riuscirà a gestire autonomamente gli impegni quotidiani. Sa che Giovanni avrà sempre bisogno di supporto e aiuto ma si domanda se lui avrà sempre la forza di offriglielo.  Questa piccola grande lettera mi ha fatto commuovere non poco e credo sia il fulcro di tutto il racconto, permettendo a Giacomo di tirare le somme sulla sua giovane vita ma già così pregna di insegnamenti fondamentali.

“Eccolo lì: il mesozoico. Un lago vicino alla televisione, gli alberi tra i libri, la prateria al posto del tappeto. Un diplodoco che mangiava i fiori della mamma sul davanzale. Uno pterodattilo volava sopra le nostre teste. Uno stegosauro si nascondeva dietro il sofà. E lui, Giovanni, era immerso in quella magia.”

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Giacomo e Giovanni Mazzariol prima di un evento di presentazione del libro

 

 

Questo romanzo ha toccato il mio cuore e spero che abbiate occasione di leggerlo, per poter provare lo stesso.

A presto,

Bea

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