“Fu un viaggio verso il sole del cuore”

“Neve” di Maxence Fermine

Pagine: 107

Editore: Bompiani

Lingua: italiana

“La poesia non è un mestiere. E’ un passatempo. Le poesie sono acqua che scorre. Come questo fiume.”

Yuko tuffò lo sguardo nell’acqua silenziosa e lesta.

Poi si voltò verso il padre e disse:

“E’ esattamente quello che voglio fare. Imparare a guardare il tempo che scorre.”

Trama

Il giovane poeta giapponese Yuko ha un desiderio. Riuscire a creare poesie che riflettano la vera essenza e perfezione della neve. La sua arte viene presto notata dall’Imperatore, il quale lo invita a diventare poeta di corte, ma il ragazzo non si sente ancora pronto ad accettare un simile onere e quindi decide di proseguire nella sua ricerca della perfezione e del ‘colore’ dei suoi componimenti. Conosce il vecchio pittore Soseki proprio per imparare dai più grandi e viene a conoscenza della triste storia dell’anziano e della moglie Neve.

La metrica dei componimenti

Yuko scrive poesie molto particolari chiamate haiku; si tratta di un genere letterario giapponese, un testo composto da tre versi e diciassette sillabe. Oltre alla difficoltà di restituire al lettore un prodotto ben scritto ed evocatore di sentimenti nobili, se ne aggiunge una ulteriore, ovvero riuscire a realizzare tutto ciò in pochissime parole. Una sfida che il giovane accoglie pienamente e che pone al centro della sua vita.

Tutto il testo del romanzo assomiglia visivamente ad un testo in forma poetica, dati i numerosi accapo e le frasi molto brevi, a favore di una pagina che alla fine risulta più bianca che scritta. Inoltre il tutto è suddiviso in tre parti (sempre a ricordare una raccolta antologica di poesie) e all’inizio di ogni capitoletto troviamo un haiku giapponese di autori famosi del passato, quindi ci affacciamo alla cultura orientale della storia.

La neve

Questo termine ha così tante valenze nel romanzo. Partiamo con il significato più semplice e immediato che il lettore percepisce: la neve atmosferica, grande protagonista di tutte le stagioni dell’anno, poiché in inverno Yuko scrive moltissimi componimenti ed è avvolto completamente da un’ispirazione contagiosa; nelle altre stagioni si prepara all’arrivo di questa magica ‘amica’ e riposa la mente per predisporsi al meglio all’arte poetica invernale. La neve è descritta come una vernice delicata che rende tutto più candido e puro, cela la bruttezza del mondo e “sospende il tempo” mentre cade dal cielo a fiocchi lenti e voluttuosi. E’ presentata però anche l’altra faccia di questa bianca protagonista, ovvero il gelo che porta con sé, in particolare quando Yuko viaggia diversi giorni per giungere alla dimora del pittore e non muore di freddo e stenti per un miracolo.

Neve è anche il nome della bellissima e intrepida moglie di Soseki, l’amata che perde in circostanze misteriose e surreali ma il cui ricordo avrà sempre vivido nella mente, nonostante il trascorrere degli anni. Viene fatto intendere che Neve non era il vero nome della donna, originaria francese e così soprannominata grazie alla sua carnagione bianchissima, ai suoi occhi di ghiaccio e alla chioma bionda. Il fatto di non conoscere il reale appellativo della donna aumenta l’alone di mistero costruito intorno al suo personaggio.

Infine la neve è anche l’amore di Yuko, una passione travolgente che lo ha fatto decidere per un tipo di haiku monotematico, che raccontasse solo di questa precipitazione atmosferica, che ne sviscerasse tutti i segreti più reconditi e tutte le virtù.

I personaggi e le tematiche correlate

Pochissimi i protagonisti delle vicende narrate: il giovane poeta, che il lettore accompagna dall’adolescenza fino alla sua maturazione artistica, quando riuscirà a descrivere il ‘colore’ parlando della neve (sembra una contraddizione ma è ciò per cui si da tanto cruccio e chiede l’aiuto del grande pittore); rappresenta la forza della determinazione e la volontà di riuscire nei propri obiettivi, anche se questi dovessero costare anni di fatica.

Il pittore Soseki, ammirato da tutti, entrato nel cuore di molti ma in fondo un uomo solo e nostalgico per qualcosa che non possiede più, sua moglie. Abbiamo quindi i temi della nostalgia, del ricordo e di un tempo nel quale la vita era migliore, l’affetto che resta per anni anche quando l’oggetto d’amore non c’è più.

Il padre di Yuko, che impersona inizialmente la sfiducia nelle capacità del figlio e la figura genitoriale che tenta di imporsi per realizzare i sogni che un tempo erano stati i suoi, come avere un riconoscimento da parte dell’Imperatore, cosa a cui Yuko non aspira con tutto se stesso.

Neve, esempio di un’anima fragile che si può infrangere solo osservandola ma allo stesso tempo di un’anima in pena, che non riesce a quietarsi nemmeno quando costruisce una famiglia (la quale non per forza deve metter a tacere tutti i sogni del partner/ novello genitore). Ha sempre bisogno di nuovi stimoli e sfide, come quando era famosa in tutto il mondo grazie alle sue doti incredibili di funambola, mestiere pericoloso ma carico di adrenalina, la linfa della sua vita.

Infine Fiocco di Primavera, la ragazza che si innamora di Yuko, simbolo della purezza giovanile e dell’ingenuità di un amore acerbo ma duraturo. Non voglio svelare chi sia la sua famiglia, per lasciare la sorpresa finale.

Considerazioni generali

Ho trovato certamente degli spunti interessanti e il tono poetico che fa da sfondo a tutto il racconto permette un poco di immedesimarsi nella storia e di seguire da vicino Yuko in tutte le vicende. Tuttavia credevo che mi avrebbe lasciato riflettere ancora di più su tematiche esistenziali, che mi sarei affezionata ai personaggi (invece li ho percepiti piuttosto “freddi” ed impostati, forse anche a causa del linguaggio composto e privo di emozioni che utilizzavano). Mi ha lasciata leggermente insoddisfatta poichè mi aspettavo un’immersione totale nel mondo giapponese e nell’atmosfera quasi fiabesca e suggestiva che il romanzo prometteva.

 

 

In ogni caso lascio a voi il giudizio. Non è un libro da cestinare a mio parere, ci sono molte citazioni degne di nota che mi sono segnata. In più è un libretto così breve che si legge in un paio d’ore: in realtà le 107 pagine sono riempite solo a metà e le loro dimensioni non sono le classiche di un libro normale. Fatemi sapere cosa ne pensate!

A presto,

Bea

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