La semplicitá delle piccole cose

“Notti in bianco, baci a colazione” di Matteo Bussola

Pagine: 169

Editore: Einaudi

Lingua: Italiano

“Una volta il tempo lo perdevo a pacchi, oggi invece lo guadagno ogni giorno. Non mi sento un adulto che diventa vecchio mentre le mie figlie diventano giovani, ma somiglio a un vagabondo inesausto che lungo il cammino si riempie le tasche di sassi. Ognuno di quei sassi è un ricordo che con la sua consistenza mi racconta che c’ero. I sassi mi rallentano e mi rendono più pesante, ma ognuno mi ancora al presente e mi fa diventare fondamenta per il futuro di qualcun altro. Quel futuro lì è ciò per cui lotto ogni giorno, lavoro anche con la febbre, non dormo per farmi cuscino, ho tutte le pareti di casa scritte di pennarello perché i muri sono solo muri mentre ciò che fa la differenza, almeno la mia, almeno quella che conta, sono i sassi che riuscirò a portare con me, finché le tasche non cederanno.”

Un papà, Matteo, una mamma, Paola; tre figlie: Virginia, Ginevra e Melania. Una famiglia comune legata da un grande amore. Questo è quello che si trova sfogliando le pagine del libro di Matteo Bussola, che poi è un diario, una biografia aperta e sincera che l’autore decide di regalarci. Questa quotidianità familiare è raccontata attraverso una serie di piccoli scorci, momenti all’apparenza banali e che non sembrano degni di nota, ma che in realtà racchiudono tutto l’affetto che un genitore può dare ai propri figli, la gioia che i figli possono restituire a chi si prende cura di loro. Una chiacchierata buffa e tenera con Ginevra sui propri cari che non ci sono più, nata dalla visione di un piccolo monopattino azzurro; una prova d’amore (e di resistenza) di un uomo nel riscaldare i piedi gelidi di una donna che si sta addormentando al suo fianco; una felpa sempre sbavata nello stesso punto, perché a Melania piace appoggiare la testolina da quel lato quando è in braccio. Piccoli gesti che diventano tutto per un uomo che ama la sua famiglia e la sua vita. Non è la ricchezza economica che cercava: la sua professione di fumettista non gli permette di concedersi molti eccessi. Non era in cerca nemmeno di una vita tranquilla e monotona: la vivacità delle sue tre vulcaniche bambine lo costringe a svegliarsi di notte, iniziare a lavorare quando fuori ancora è buio e accettare il fatto che la casa non potrà mai essere ordinata e pulita per più di un’ora. Ciò non è importante per lui, perché la ricchezza che ha acquisito è più grande e non è legata a nessun oggetto prezioso e materiale; sembrerà una frase fatta che molto spesso tendiamo a sottovalutare o a dare per scontata, ma la ricchezza che gli riempie il cuore annulla giorno per giorno, come un tocco guaritore e risanatore, i mali e le tristezze ai quali troppe volte si attribuisce un peso eccessivo. Quando l’essenziale in fondo lo abbiamo proprio davanti agli occhi. Una famiglia che ci sta vicina, perché una persona sola non è niente. Questa non è una storia con un inizio ed una fine, ma una storia in divenire, iniziata quando Paola e Matteo si sono incontrati e che si inventa passo dopo passo, anche grazie alle splendide bambine frutto del loro legame. Delle righe che toccano il cuore, dicono ciò che in molti sentono ma non riescono ad esprimere altrettanto bene. Perché ci piace leggere di noi, sorprenderci nel pensare che l’autore abbia sbirciato la nostra “scatola dei pensieri” e abbia dato forma, nero su bianco, proprio alla nostra vita. Bussola è riuscito in un compito per nulla facile: riuscire a mostrare la quotidianità e la semplicità delle piccole cose in modo talmente pregno di sentimento e di gratitudine da commuovere. E’ come se ci invitasse, da amico a amico, a tenere ben saldi i piedi per terra, a desiderare, in un mondo che ormai sembra voler divorare e possedere tutto e il contrario di tutto, la tenerezza di un abbraccio. A non tarpare le ali a nessuno, anzi aiutarlo a costruire, mattone dopo mattone, i propri sogni, tenendolo per mano e sostenendolo ad ogni successo, ma anche e soprattutto ad ogni fallimento. Abbiamo la nostra chance sul giro in giostra che è la vita, perciò è saggio non inseguire il tempo che fugge come fosse una questione di ‘quantità’, bensì di ‘qualità’. E improvvisamente ci accorgeremo che una casa piena delle persone che amiamo (e tasche piene di sassi), è tutto quello di cui abbiamo bisogno.

“Quando Paola e io ci siamo incontrati la prima volta eravamo due alberi storti. Abbiamo deciso di metterci insieme, ma ci è risultato evidente da subito che non era possibile che l’uno riuscisse a raddrizzare l’altro, né che dai nostri due alberi storti potesse venirne fuori uno solo diritto. Però, appoggiandoci, è venuta fuori una capanna. La capanna è viva e cresce ogni giorno. Certe volte ondeggia sotto il vento forte. Fino a qui, niente è riuscito ad abbatterla.”

 

 

 

Sono anche stata ad una delle presentazioni dell’autore e ho avuto modo di scoprire, prima ancora di leggere il suo testo, la solarità e la simpatia che lo contraddistinguono e che hanno affascinato tutta la sala in ascolto. Inutile dire che vi invito caldamente a leggere questo libro, a lasciarvi avvolgere da una “coccola” che pagina dopo pagina vi lascerà un sorriso stampato in faccia 🙂

A presto,

Bea

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