Un’esilarante follia ai tempi del Medioevo

“Galavant” di Dan Fogelman, 2015 – 2016

Trama

Galavant è un audace eroe il cui “lieto fine” è rovinato a seguito dell’intervento del malvagio re Richard, che gli ha rubato l’amore della sua vita, Madalena. Quest’ultima avrà deciso di rimanere a corte, attirata dagli sfarzi di una vita agiata? Galavant è deciso a recuperare la sua reputazione e la sua dama spinto dalla principessa Isabella di Valencia, che ha bisogno del suo aiuto per salvare il proprio regno dallo stesso re Richard. Tuttavia non sa che la principessa lo sta conducendo in una trappola, ideata dal malvagio sovrano per ucciderlo ed entrare nelle grazie della sua neo-sposa.

Partiti in viaggio insieme allo scudiero di Galavant, il giovane Sid, affrontano avventure rocambolesche che includono incontri con cavalieri, pirati e monaci. Intanto, al castello di Valencia, il re Richard cerca di acquisire mascolinità con i suggerimenti della sua burbera guardia del corpo Gareth, e il suo fedele chef Vincenzo per impressionare Madalena.

La trama è riassunta in questo video, mostrato già dalla prima puntata:

Dati tecnici

La prima stagione si compone di 8 episodi che durano 20 minuti l’uno. La seconda invece è formata da ben 18 episodi, sempre della stessa durata. Personalmente ho divorato la serie nel giro di una settimana, quindi scorrono veloci ed attraggono sempre di più: sono come le ciliegie, una tira l’altra!

Un musical-parodia

La bellezza di questa serie consiste nell’idea nella quale è stata concepita: è a tutti gli effetti un musical, sono presenti moltissime canzoni e coreografie, ma il tutto viene deriso e parodiato: gli stessi personaggi si domandano se sia necessario cantare costantemente e in generale indagano il mezzo ‘musical’. I personaggi guardano in camera mentre cantano, infrangendo la cosiddetta ‘quarta parete’ tra attore e spettatore. La sigla di apertura e chiusura di ogni minipuntata presenta un tema ricorrente e un ritmo incalzante e allegro che vi entrerà in testa. E come non notare i simpatici sottotitoli durante questa stessa canzone, in puro stile Disney Channel, per permettere allo spettatore di cantare insieme a loro? L’ho trovato un espediente ironico e allo stesso tempo utile per comprendere meglio tutto il testo. Non solo: tutti i riepiloghi delle puntate precedenti sono fatti cantando, e alla fine della prima stagione e all’inizio della seconda, lo spettatore potrà sentire sorpreso e divertito riflessioni sugli indici di ascolto e la necessità di terminare ogni episodio con un cliffhanger, per obbligare chi guarda ad iniziare subito quello successivo. Insomma, una ‘meta – serie tv’ che parla anche di se stessa e di come è costruita, riflettendo sui molti cliché ed espedienti che di solito vengono utilizzati.

Il cast

Joshua Sasse è l’eroico cavaliere Galavant, che ha perso fiducia nelle sue capacità dopo essere stato rifiutato dall’amata Madalena. Un cavaliere coraggioso e amato, a volte pasticcione ed inconcludente; pieno di ego ma generoso. Insomma, Sasse ci mostra un uomo di buon cuore pronto ad aiutare il prossimo in difficoltà ma al tempo stesso tormentato dalle insicurezze, una caratteristica insolita data l’immagine alla quale ricolleghiamo solitamente i cavalieri medievali, senza macchia. Il suo rapporto di odio-amore con il re Richard, condito da un’alta dose di sarcasmo, regala momenti esilaranti.

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Parlando di cavalieri e dame, Mallory Jansen interpreta l’egoista Madalena, che sembra aver scelto la ricchezza a discapito del grande amore. Una dama che non ha bisogno di essere salvata ma dalla quale sarebbe bene farsi salvare, o meglio sfuggire: scoprirete presto le sue trame malvagie alle spalle del re e la sua visione di vita perfetta, costi quel che costi. Personaggio riuscitissimo, lo sguardo apparentemente dolce dell’attrice serve a far depistare lo spettatore dal percepire il suo reale carattere arcigno.

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Vinnie Jones si cala invece nei panni di Gareth, fedele braccio destro del re e capo delle guardie, oltre che boia improvvisato quando occorre. Un gigante burbero e scontroso, per niente accomodante ma con un grande senso di lealtà nei confronti di re Richard, che conosce sin da quando i due erano bambini. Il suo è un capo delle guardie dedito ai suoi compiti, ma anche con un lato tenero, che scopriremo ad un certo punto della storia (se volete sapere quale, la visione della serie tv vi aspetta).

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La principessa Isabella di Valencia è interpretata dalla bellezza orientale di Karen Davis, ragazza concreta e determinata, alla ricerca della protezione di un cavaliere (chi potrà essere la sua dolce metà?) ma allo stesso tempo indipendente. Ama la sua famiglia e il suo regno, per il quale compirebbe qualsiasi azione. Il suo personaggio muta radicalmente dall’inizio della storia al suo termine, in una sorta di percorso di formazione.

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Luke Youngblood impersona poi Sid, giovane pauroso ma in cerca di avventure, che si auto – incarica scudiero personale di Galavant. Un giovane divertente, di buon cuore e per nulla coraggioso, che imparerete presto ad amare.

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Piccola menzione speciale per un personaggio secondario che però mi è entrato nel cuore: il cuoco Vincenzo (Darren Evans), mingherlino e predisposto ad ogni sorta di malattia circolante nelle buie stanze delle cucine; dorme in una cassapanca in cucina, vive con la costante paura di essere avvelenato dal re, come è accaduto a suo nonno e suo padre (il re a quanto pare è recidivo). Preda di paranoie ed insicurezze, risulta adorabile.

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Ho lasciato il personaggio migliore alla fine; nonostante io non riesca a provare altro che affetto per tutti, se dovessi sceglierne uno solo per rappresentare questa serie, direi senza ombra di dubbio il re Richard / Timothy Omundson. Se ricordate il principe Giovanni, il leone nel cartone animato Disney “Robin Hood”, potrete facilmente paragonarlo al nostro Richard. Forte del suo ruolo di re incontestabile, ordina assassinii, banchetti e trattamenti viso con la stessa facilità con cui non sa gestire il suo regno. Incapace e totalmente inadatto all’incarico, si rende protagonista di situazioni irriverenti e altamente comiche. Se volevate un solo motivo per iniziare questa serie, eccolo qui: re Richard, sul serio.

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Un riassunto della personalità del re? Eccola:

Guest stars

Ci sono anche diverse guest star nel corso delle puntate, che arricchiscono maggiormente il cast; alcuni esempi? John Stamos che impersona il vanitoso nemico per la pelle di Galavant, Jean Hamm. Hugh Bonneville / Peter, che ha recitato in “Monuments Men”, “Notting Hill” e “Downton Abbey”, tra gli altri.

Ricky Gervais nel ruolo di Xanax (un nome una promessa), la cantante Kylie Minogue che impersona una regina molto particolare, a capo di una locanda tutt’altro che convenzionale. Infine segnalo il cantante di comedy rap e rock demenziale “Weird Al” Yankovic, che interpreta un monaco canterino ed esilarante (le scene con il gruppo di monaci sono assolutamente da vedere).

Le musiche

Le musiche nello show sono composte dal premio Oscar Alan Menken, mentre i testi sono di Glenn Slater. Trattandosi di un musical, le canzoni fanno da filo conduttore della storia, quindi sono fondamentali per la comprensione della trama.

Considerazioni generali

Come avrete capito, ho fortemente amato questa serie. Dai personaggi (che non riuscirete ad odiare nemmeno volendo), alle ambientazioni curatissime e realistiche (nonostante l’intento parodico e ironico di fondo), i pezzi musicali (che non hanno nulla da invidiare ai più severi standard di Broadway) e la storia, che cattura dal primo istante, perché è al tempo stesso semplice ma con molti piccoli intrecci al suo interno, risolti man mano che la storyline principale prosegue.

Un altro elemento che ho apprezzato particolarmente è la capacità di toccare temi più o meno seri e di attualità anche mediante la leggerezza, come il razzismo in America, la pena di morte, la necessità di un elevato share per i programmi tv (viene ripetuto nel corso delle puntate che se gli ascolti saranno buoni, la storia proseguirà), la condizione della servitù di quell’epoca (soggetta a malattie e sporcizia) e la povertà, la percezione dell’omosessualità nella società… Insomma, una storia apparentemente frivola che può dare alcuni spunti di riflessione.

 

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Avevate visto questa serie? In caso contrario, vi ho incuriosito con la mia recensione? Fatemelo sapere nei commenti!

A presto,

Bea

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