Un vulcano all’appartamento 23

“Don’t trust the B— in Apartment 23” di Nahnatchka Khan, 2012

“June: Quella è una foto di Dawson?

Chloe: Oh, sì. James Van Der Beek. Il Beek della cricca. Le Beek c’est chic. Sì, ci siamo frequentati per un po’ e poi abbiamo deciso che sarebbe stato meglio restare amici. Non eravamo davvero compatibili dal punto di vista genitale. Immagina di dover far entrare un cetriolo in un porta monetine.

June: Ooh.

Chloe: Comunque…quindi sì, ora è il mio migliore amico gay, ma etero. Hai mai avuto un migliore amico gay etero?”

Trama

June, ingenua e gentile ragazza appena arrivata a New York per inseguire il suo sogno di diventare avvocato, trova dopo lunghe e disastrose ricerche un appartamento in affitto che sembra perfetto, da condividere con una spumeggiante coinquilina che all’apparenza sembra altrettanto perfetta. In realtà Chloe, con la quale si ritrova a dividere i suoi spazi, è amorale, libertina e amante dell’alcol. E ha un piano per far fuggire June a gambe levate, così come ha fatto con tutti i precedenti coinquilini. Ce la farà la stronzetta del ventitreesimo piano?

Il cast

Il personaggio principale è Krysten Ritter nei panni della perfida modaiola Chloe; una ragazza decisamente sopra le righe, senza peli sulla lingua e pronta a tutto pur di assicurarsi il suo “posto al sole” nella Grande Mela. La Ritter riesce a calarsi benissimo nel personaggio, con quell’aria arcigna sempre dipinta sul viso. Non mi è dispiaciuta.

June è poi impersonata da Dreama Walker, attrice che non conoscevo, nel complesso abbastanza nel personaggio. Una giovane piena di sogni e tra le nuvole, che si troverà continuamente a scontrarsi, non sempre perdendo, con il carattere vulcanico e i “dispetti” della coinquilina.

Infine James Van Der Beek, il Dawson nazionale, nei panni di se stesso, ovvero in quelli di un attore osannato dalle fan della serie “Dawson’s Creek” ma che si sente sottovalutato come attore e che non riesce a scollarsi di dosso il ruolo che anni prima lo aveva consacrato. Ho trovato simpatico questo espediente di far tornare alla ribalta un attore che effettivamente non si è più sentito nominare nei circoli della grande Hollywood, facendogli interpretare la sua stessa vita, seppure sicuramente con qualche esagerazione. L’attore è amico di Chloe, nonché suo ex fidanzato.

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Se la stronzetta ha un cuore

Non posso negare che in alcuni momenti sono arrivata a detestare la perfidia di Chloe, abituata ad avere sempre tutto e subito, a discapito di chiunque (anche della sua famiglia); tuttavia viene anche mostrato il suo lato più fragile ed emotivo, che spiega in parte le motivazioni dei suoi comportamenti. Alcuni siparietti, con la complicità di June, sono divertenti. A testimonianza del fatto ce anche una “bitch” ha, in fondo (e delle volte occorre scavare sapientemente), un cuore. Ne risulta un’amicizia anticonvenzionale e tormentata tra le due, in un continuo rapporto di odio-amore.

Informazioni tecniche

Le puntate della prima stagione sono 7 e durano ognuna 20 minuti. La seconda stagione è invece composta da 19 episodi della stessa durata.

Considerazioni generali

Ho scelto di vedere questa serie perché avevo bisogno di una storia fresca e leggera, per bilanciare la visione di serie più impegnative che sto portando a termine in questo periodo. Mi aspettavo dei personaggi divertentissimi ed eccentrici, una trama scoppiettante e dinamica, ma purtroppo ho trovato poco questi elementi. Escluse alcune scene che mi hanno strappato una risata, devo dire a malincuore che non mi ha per nulla conquistata: la storia è banale e priva di avvenimenti veri e propri, gli attori nel complesso mi sono sembrati nella parte ma non mi hanno coinvolta nelle loro vite. Per fortuna le puntate erano abbastanza corte, perché non credo che avrei sostenuto un episodio da 40/50 minuti. Per queste ragioni per ora ho visto solo la prima stagione, e sinceramente non credo che inizierò a breve con la seconda. Insomma, sono rimasta un po’ delusa, anche se questa mia opinione potrebbe essere personalissima e qualche altro spettatore potrebbe trovare la storia piacevole, magari soprattutto chi è fan di Krysten Ritter alias la ben più famosa Jessica Jones. A questo proposito, mi è piaciuto anche il piccolo collegamento con la serie “Jessica Jones”, inserita nella storia attraverso dei fumetti di supereroi che Chloe custodisce gelosamente in casa e che la ritraggono come protagonista, dato che si vanta di essere la musa ispiratrice di un famoso artista americano.

Il trailer promozionale:

 

 

 

 

E voi avevate mai sentito parlare di questa serie? Cosa ne pensate?
A presto,
Bea

 

 

 

 

 

 

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