Quel login che porta alla morte

“Chatroom – I segreti della mente” di Hideo Nakata, 2010

Login. Un’azione quotidiana che la maggior parte di noi compie tutti i giorni: accendere il pc, accedere ad Internet ed entrare mediante password ed identificazione in un sito specifico. Nella nostra storia però questi gesti tanto quotidiani assumono da subito i colori dell’incubo; infatti nel nostro caso si accende il pc, si apre il più potente mezzo di comunicazione in grado di collegare utenti lontani geograficamente tra loro e si accede in un luogo pericoloso e oscuro, dal quale guardarsi.

Trama

Tutto inizia con William, adolescente problematico che fatica a relazionarsi con la famiglia e ha costantemente davanti agli occhi il paragone con il suo fratello maggiore, studioso, intelligente e responsabile e per questo elogiato ad ogni occasione dai genitori. Un giorno Will decide di creare una stanza virtuale online, la “Chelsea Teens!”, con la quale poter fare amicizia con altri ragazzi della sua età. Ben presto si aggregano 4 adolescenti, Eva, Emily, Mo e Jim, che stringono subito un legame dato dal fatto che tutti hanno dei problemi di cui vogliono parlare, meglio se protetti dall’anonimato e dallo schermo di un computer. Ma se questa volta lo schermo, invece che uno scudo, si rivelasse il limite ultimo del precipizio?

Will: un sadismo patologico

William si propone di risolvere le problematiche dei suoi nuovi amici, ma lo fa in maniera contorta ed estremamente sbagliata. Tutto ciò accade coscientemente, perché lo spettatore scopre dopo poco che questo non è un ragazzo altruista e buono, ma è un masochista disturbato che prova euforia ed esaltazione nel vedere su siti appositi e tremendamente efficienti altri ragazzi che, in preda alla depressione, si suicidano. Come se non bastasse il gesto efferato già di per sé, questi ragazzi si filmano o si fanno immortalare in questo gioco macabro.

I nuovi conoscenti di Will hanno modo di apprendere lentamente, se non troppo tardi, e accesso dopo accesso nella chat room, l’inquietante manipolazione mentale che lui sta facendo ad ognuno di loro, con modalità diverse e per ragioni diverse. Eva infatti è una ragazza popolare stanca delle sue amicizie fittizie e superficiali, che diventa cosciente della sua cattiveria nei confronti di ragazze considerate ‘non alla moda’ o non degne di uscire con lei. Viene “aiutata” da Will nel distruggere la reputazione ad una ragazza con la quale aveva litigato. Emily è la classica figlia perfetta di una famiglia ricca e ben vista dalla società, ruolo però che comincia a starle stretto; le viene consigliato di ribellarsi ai genitori e di commettere atti vandalici. Il diciassettenne Mo è innamorato della sorella di 11 anni del suo migliore amico e si vergogna dell’affetto che prova, che Will si impegnerà presto a demonizzare come pedofilia. Infine Jim è un ragazzo depresso, timido ed introverso, bullizzato ed isolato dai suoi coetanei. Wiliam gli farà credere che l’unica soluzione possibile è quella di suicidarsi.

Il cast

Aaron Taylor-Johnson interpreta in modo formidabile il ragazzo problematico William ed esprime completamente i disagi e i piaceri perversi del ragazzo, regalando allo schermo sguardi inquietanti e un’atmosfera ansiolitica da “quiete prima della tempesta”. L’ho trovato davvero perfetto per questo ruolo e mi  convinco sempre più, ad ogni visione di una pellicola in cui Johnson è presente, che sia un attore meritevole.

La modaiola e fragile Eva è impersonata da Imogen Poots, abbonata ai ruoli da bella svampita, disagiata e con bisogno di supporto psicologico. Mi è piaciuta molto e il suo personaggio è quello che più di tutti cambia il suo atteggiamento dall’inizio della storia al suo epilogo: Eva diventa consapevole delle sue azioni e si accorge anche del vero carattere di Will, del quale si stava innamorando perdutamente, affascinata dal carisma e dalla dinamicità del giovane.

Jim, il ragazzo depresso che pensa da mesi al suicidio come soluzione ultima ai suoi problemi, è portato sullo schermo da Matthew Beard, attore gracile e dall’aria intimidita, perfetto per la parte. Hannah Murray è invece la perfettina e diligente Emily, che prenderà una brutta strada in seguito ai consigli di William, ma che avrà modo di redimersi in tempo dai suoi errori, come tutti gli altri. Infine Daniel Kaluuya alias Mo è il ragazzo di colore che si invaghisce della sorella minore del suo migliore amico; possiamo toccare con mano la tensione e il profondo dissidio con il quale è costretto a scontrarsi ogni giorno: sa che avere una cotta per una ragazzina di 11 anni non è normale, ma lui non ha nessuna cattiva intenzione. Le sue insicurezze traspaiono in ogni suo gesto.

 

bild_01_1400x933_

La chat ‘fisica’: una scelta originale

Il regista ha scelto di restituire una storia che si svolge prettamente online in modo veramente particolare: tutte le chat room e la piattaforma Internet sono mostrate come fossero un edificio reale pieno di corridoi e stanze vere e proprie, nelle quali gruppi di persone si aggregano e dialogano. Spesso nella storia sono inquadrati i personaggi che si avventurano attraverso quei corridoi bui e pericolosi, popolati da persone buone ma soprattutto da pervertiti, manipolatori, assassini. Il lato peggiore di Internet è il vero protagonista della vicenda, insieme alle estreme conseguenze che un utilizzo errato o inconsapevole del Web può creare.

chatroom

Cosa ne penso

Una pellicola che mi ha piacevolmente sorpresa, scelta un po’ per caso e un po’ perché la trama mi sembrava diversa dal solito. Sono contenta di averla scoperta: la narrazione vorticosa e da incubo che avvolge tutta la visione mi ha ricordato le atmosfere di “Requiem per un sogno” (trovate la recensione qui: “Requiem per un sogno”: memorie di chi vuole dimenticare) e mi ha tenuta incollata allo schermo fino ai titoli di coda.

Una storia attualissima se ci colleghiamo alla notizia del momento, il terribile gioco della ‘Blue Whale’, che porta ragazzi di tutte le età a seguire gli ordini di soggetti manipolatori dietro ad un pc che li convincono ad uccidersi. Un Aaron Taylor-Johnson strabiliante nel ruolo di Will e un finale più che inaspettato. Verrete immersi fisicamente nell’incubo virtuale creato dal protagonista, nelle chatroom / stanze virtuali più disparate. Stanze più o meno pericolose, luoghi di confronto e aiuto, di perdizione, di minacce e di morte. Non guarderete più il mondo virtuale con gli stessi occhi.

Il trailer:

 

 

 

 

 

A presto,

Bea

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...