“If you want blood, you’ve got it”

“Radiomorte” di Gianluca Morozzi

Pagine: 211

Editore: Tea

Lingua: italiana

“Nessuno vuole mollare, ammettere che ciò che ha detto Kristel è vero, che non c’è speranza, non ci sono vie d’uscita. Il primo che parlerà dirà ciò che tutti stanno cominciando a pensare. Fino a che nessuno parla, non è vero. La salvezza è ancora possibile. Ma quando uno di loro aprirà bocca per dichiararsi sconfitto, quando il primo emetterà un qualsiasi suono, allora sarà la fine.”

Trama

La famiglia Colla è quella che si dice una famiglia perfetta: Fabio, Patrizia e i figli Davide e Giulia sono sempre sorridenti e misurati, educati, mai in collera. Davanti alle telecamere e alle radio spiegano la ricetta della loro armonia, mentre promuovono i libri che Fabio ha scritto in merito alla felicità familiare. Sono diventati piuttosto famosi ed apprezzati dai più e Fabio è quindi un vero e proprio life coach con parenti simili alle pubblicità del Mulino Bianco. Ma l’apparenza inganna. E Kristel, giovane punk che non ha mai incontrato i Colla, lo sa; li invita alla sua stazione radio per quella che sembra essere un’altra noiosa intervista piena di domande e risposte preconfezionate, però purtroppo non tutto va secondo i piani: una volta entrati nella sala di registrazione insonorizzata e senza i cellulari e gli effetti personali con sé, i Colla comprendono il terribile ed inaspettato gioco al quale Kristel li vuole sottoporre. Devono confessarsi i loro più terribili segreti e poi decidere quale familiare non rivedrà mai più la luce del sole. Sì, perché tre avranno la possibilità di fuggire da quel luogo infernale, mentre uno dovrà consegnarsi nelle braccia della morte. Pronti a giocare?

L’apparenza inganna

Questa la frase che più vi salterà alla mente durante tutta la lettura del romanzo. L’apparente perfezione dei Colla, la pacatezza e la misurata obiettività con le quali questi giudicano e comprendono il mondo ci fa inizialmente credere che i 4 personaggi vivano una quotidianità invidiabile da tutti, da prendere ad esempio. La realtà però è un’altra: dietro la facciata incorruttibile Fabio nasconde un temperamento violento e una tendenza al tradimento, Patrizia è un’assassina senza spina dorsale, Davide un inetto incapace in procinto di scoprire un terribile segreto e Giulia una ragazzina viziata senza cuore. Questa storia ci insegna a scavare a fondo, a non fermarci subito alle prime impressioni e a riconoscere che la perfezione, troppo spesso rincorsa e sperata, non esiste.

Nessuno è perfetto

E qui arriviamo al nostro secondo punto, ovvero che non solo la perfezione in sé come concetto astratto sia difficilmente immaginabile (che poi, perfetto secondo quali condizioni? Ognuno di noi ha la propria idea, che può non combaciare con quella di un nostro amico o parente), ma che sia fisicamente impossibile per un essere umano. Anche chi sembra “senza macchia” ha un lato più oscuro che non può mai allontanare completamente. Ovviamente non tutti sono composti dalla stessa percentuale di luci ed ombre: talvolta vincono le une, talvolta le altre, talvolta si bilanciano continuamente nel corso di una vita intera. Ma l’obiettivo più importante per Kristel è quello di sbattere in faccia ai Colla la realtà, dissotterrare i loro segreti e farli conoscere al resto della famiglia (e forse anche degli ascoltatori?); perché loro sanno di non essere veramente perfetti, ma vogliono illudersi che la piattezza e la calma apparente della loro vita negli ultimi anni siano qualcosa di vagamente ‘speciale’ che li distingue e li eleva rispetto agli altri.

Il potere della vendetta

Kristel, che non è sola nel compiere il suo congeniato progetto di vendetta, ha dall’inizio uno scopo preciso: distruggere emotivamente la famiglia Colla e causarle dolore attraverso i ricordi di periodi ed episodi che tutti avrebbero voluto non ricordare mai più. Il piano che architetta è ben studiato, curato e frutto di mesi di dedizione; nulla è lasciato al caso. Perché la vendetta, questa sì, deve risultare perfetta. Alla fine del romanzo si scopre chi sia il complice di Kristel e il motivo per cui i due abbiano inscenato tutto quel teatrino della finta radio sperduta nelle campagne. Un finale geniale, che vi farà chiedere quale sia la morte peggiore: quella della morale o quella fisica?

Considerazioni generali

Che dire? Questo libro mi è piaciuto parecchio, l’ho letto in pochissimo tempo: i capitoli sono brevi e con un linguaggio semplice e scorrevole, per cui è semplicissimo ritrovarsi ad aver letto più e più pagine in un solo pomeriggio. Una lettura che cattura sin dalla prima riga e non ti lascia nemmeno per un momento, anzi ti accompagna nel viaggio agli Inferi con un biglietto di sola andata insieme alla famiglia Colla, con la piacevole consapevolezza però che noi siamo al sicuro, ma che per Fabio, Patrizia, Giulia e Davide non ci sarà modo di redimersi.

Ho apprezzato anche il modo in cui la storia ci è raccontata, che coinvolge il lettore con una serie di “guarda”, imperativi che ci obbligano a non distogliere lo sguardo, a guardare fino in fondo nel marciume di questa famiglia. Un narratore che sembra onnisciente ed esterno alle vicende, ma che alla fine vi darà una inaspettata sorpresa.

 

“Ora guarda. Guarda cosa succede, quando un meccanismo si rompe. Guarda una famiglia sull’orlo della pazzia. Guarda il cervello che scricchiola, davanti a una verità insopportabile. Guarda Fabio Colla, l’ex uomo felice, guardalo mentre tenta di arginare questo meccanismo di distruzione. La diga della razionalità sta cedendo nel cervello di tutti e tre i suoi familiari.”

 

 

 

 

 

A presto,

Bea

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