Il destino di un re: quando l’epico incontra l’action movie

King Arthur – Il potere della spada di Guy Ritchie, 2017

Arthur: Volevi sapere cosa mi ha dato tanta determinazione. Sei stato tu. Tu mi hai messo in quel bordello. Mi hai forgiato nelle strade. Se sono qui ora e grazie a te. Sei tu che hai creato me. E per questo ti benedico.
Vortigern: Tu dai un senso al demonio?”

 

Trama

Il giovane e scaltro Arthur cresce nei sobborghi di Londra con la sua banda, non immaginando il destino che di lì a poco lo avrebbe travolto. Viene convocato per ordine del re insieme a tutti i giovani uomini del regno per tentare di estrarre la spada di Excalibur dalla roccia irremovibile che nessuno fino ad ora è riuscito a corrompere. Arthur scopre subito di essere l’unico in grado di maneggiare la potente spada e questo fa di lui il primo nemico del sovrano, pronto a dominare con la sua malvagità il popolo. Unendosi alla Resistenza e a una misteriosa maga, dovrà imparare a usare la spada, a superare i propri demoni personali e a unirsi al popolo per sconfiggere il tiranno Vortigern, che ha rubato la corona e ucciso i suoi genitori, e salvare il trono.

Il cast

Charlie Hunnam è il protagonista Arthur, un ragazzo determinato nel far rispettare la giustizia, buono e protettivo nei confronti del suo popolo, ma altrettanto spietato ed inarrestabile se si tratta di combattere contro il nemico. Un personaggio ironico e fresco che ho apprezzato molto. Trovo che finalmente Hunnam stia dimostrando la sua bravura di attore e che stia conquistando ruoli da protagonista che lo possano mettere giustamente sotto la luce giusta. Ricordo ancora il suo piccolo ma perfetto ruolo nel film “Ritorno a Cold Mountain”, in cui interpretava uno scagnozzo ello sceriffo perfido e glaciale.

Jude Law è il temibile antagonista Vortigern, il quale è deciso a mantenere nelle sue grinfie il regno anche a costo di sacrificare tutti i componenti della famiglia. Un uomo disumano e senza sentimenti, se non quello di odio nei confronti di tutti gli opponenti al suo governo. Bravissimo e convincente come sempre.

Eric Bana impersona poi il padre di Arthur, Uther Pendragon, legato alla maledizione della spada di Excalibur e principale causa dell’accanimento di Vortigern nei confronti del figlio. Ho l’impressione che Bana interpreti sempre padri mitologici o storici, facendo sembrare simili tutti i ruoli che ha ultimamente! Ma forse è una mia impressione; in ogni caso mi è piaciuto, seppure nella sua piccola parte.

Àstrid Bergès-Frisbey / la Maga è dalla parte del bene e fa tutto ciò di cui è capace per aiutare Arthur e i suoi a trionfare e riconquistare il regno, grazie alla sue capacità sovrannaturali.

Djimon Hounsou è Sir Bedivere, l’ex comandante dell’esercito reale e amico fidato di Uther. Aidan Gillen è il sarcastico e precisissimo tiratore d’arco Bill “Grasso d’oca” Wilson. Katie McGrath è l’amorevole e misteriosa Elsa, moglie di Vortigern, che non andrà incontro ad una bella sorte. Ultima menzione è per il calciatore David Beckham, qui improvvisato attore per pochi minuti, nei panni di Sfregiato, una guardia a servizio del tiranno con un terribile sfregio sul viso.  Povero Beckham a parte, che qui fa una simpatica apparizione ma che anche in quei pochi minuti risulta poco convincente, gli altri attori mi sono piaciuti.

 

king-arthur-charlie-hunnam-djimon-hounsou

L’ironia

L’ironia è la parola chiave dell’intera pellicola: tutti i personaggi scherzano, fanno commenti sarcastici, si prendono in giro, il tutto per restituire allo spettatore una storia ‘svecchiata’ rispetto ai classici racconti delle prodezze di re Artù e molto più vicina ai moderni action movies, con l’unica differenza che al posto di pistole e armi tecnologiche qui troviamo spade, catapulte e fuoco. Anche il linguaggio non è assolutamente distante dal nostro, dato che possiamo sentire imprecazioni ed insulti che avrebbero potuto tranquillamente uscire da un “Fast & Furious” qualunque. Ed è proprio questa la forza del film secondo me; una trama trita e ritrita e mitologico-storica, rivista però in salsa moderna, scegliendo un linguaggio e un’ironia vicino al nostro mondo.

 

“-Come ti fai pagare da un vichingo?
-Attenzione, arriva la battuta: gli chiedi di farlo.”

 

L’avventura chiama

Una serie di avvenimenti legati da una concatenazione di cause-effetti vertiginosa e sempre più intensa, fino al culmine finale che vede Arthur e Vortigern combattere faccia a faccia, senza l’aiuto di nessun’altro. Non credo sia possibile stancarsi durante la visione del film, nonostante sia di durata considerevole, poiché i momenti morti non “sono di casa” e vi appassionerete alle sfide avvincenti dei protagonisti.

La colonna sonora e le ambientazioni

Altro punto a favore della pellicola di Ritchie è senza dubbio la colonna sonora, anch’essa moderna e perfetta nei toni e nelle atmosfere con ciò che veicola il film. Le canzoni scelte sono frenetiche, potenti e d’impatto, con voci ferme e “violente”, se vogliamo. La personalità di Arthur è trascritta sotto forma musicale ed è per questo che gli interventi sonori risultano così adatti. In particolare sono rimasta molto colpita dalla voce di Sam Lee, un artista che non conoscevo. Vi inserisco qui sotto una delle canzoni del film interpretata proprio da lui.

Le ambientazioni sono credibili, ben pensate e varie; i personaggi si spostano parecchio nel corso della storia  e i cambi di location aiutano nel riconoscimento da parte dello spettatore dei vari momenti clou che vivono i nostri viaggiatori. Atmosfere suggestive e realistiche che non mostrano nulla di eccessivamente sfarzoso o straordinario e che ci fanno credere che quelle lande verdi e quei castelli imponenti e grigi esistano davvero da qualche parte.

Il trailer

 

 

 

 

 

 

Insomma, film consigliatissimo e super apprezzato, che conquisterà soprattutto gli spettatori maschili, in quanto a storia e dinamicità delle vicende. Voi che ne pensate: lo guarderete? Lo avete già visto?

A presto,

Bea

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