“Per un attimo ho creduto di essere immortale.”

“Midnight in Paris” di Woody Allen, 2011

 

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Gil e Adriana

Ernest Hemingway: “Tutti gli uomini temono la morte. È una paura naturale che ci consuma tutti. Temiamo la morte perché sentiamo che non abbiamo amato abbastanza o non abbiamo amato affatto, che alla fine sono la stessa cosa. Comunque, quando fai l’amore con una donna davvero eccezionale, una che merita il massimo rispetto in questo mondo e che ti fa sentire davvero potente, quella paura della morte sparisce completamente. Perché quando condividi il tuo corpo ed il tuo cuore con una donna eccezionale il mondo svanisce. Voi due siete le uniche persone nell’intero universo. Stai conquistando quello che non molti uomini hanno conquistato prima, hai conquistato il cuore di una donna eccezionale, la cosa più vulnerabile che lei può offrire ad un’altra persona. La morte non indugia più nella mente. La paura non annebbia più il tuo cuore. Solo la passione per vivere, e per amare, diventa la tua unica realtà. Questo non è un compito facile, per esso ci vuole un insormontabile coraggio. Ma ricorda questo, nel preciso momento in cui farai l’amore con una donna davvero eccezionale ti sentirai immortale!”

Trama

Lo sceneggiatore Gil e la fidanzata Inez sono in vacanza a Parigi con la famiglia e con due amici in cui si sono casualmente imbattuti. Gil è in Francia per prendersi una pausa dalla vita frenetica di Hollywood e per ritrovare l’ispirazione di cui ha bisogno per completare il suo primo e sudato romanzo, ma la fidanzata e gli amici sembrano non capire i suoi sforzi e lo spingono a lasciar perdere, a favore di una Hollywood luccicante. Una sera Gil si ritrova solo a passeggiare per le vie di Parigi e si imbatte in una strana carrozza sul ciglio della strada. Sale e viene automaticamente catapultato nei ruggenti anni ’20, potendo così, con suo grande sgomento, fare la conoscenza dei principali artisti dell’epoca in carne ed ossa.

Il cast

Owen Wilson è Gil Pender, sceneggiatore di successo ma non soddisfatto del suo lavoro come vorrebbe: per questo decide che la cosa giusta da fare sia scrivere un romanzo. Purtroppo però la sua insicurezza lo porta a farsi condizionare dal giudizio delle persone che lo circondano, ad essere addirittura screditato dai genitori di Inez e considerato solo come un sognatore, senza concreti progetti di vita. A me piace molto il modo di recitare di Wilson e il suo personaggio è sensibile e si approccia in modo naif al mondo, come un bambino per certi versi. Un tipo di approccio che gli adulti dimenticano troppo spesso.

Rachel McAdams interpreta invece la fidanzata Inez, donna sicura di sé e concreta, il contrario di Gil, proveniente da una famiglia benestante e piuttosto seria. Non permette al fidanzato di esplorare le sue ispirazioni artistiche e non gli crede quando lui le rivela di essere stato catapultato negli anni ’20: una relazione che sembra più di convenzione che d’amore. La McAdams è sempre convincente ed espressiva e mi è piaciuto vederla in un personaggio meno romantico e sensibile di quanto io non fossi abituata a trovarla negli altri suoi ruoli.

Gli altri personaggi sono molti e impersonati da attori di grande successo: troviamo ad esempio Léa Seydoux nel ruolo della commerciante di dischi in vinile Gabrielle, giovane parigina entusiasta della vita e amante della semplicità. Marion Cotillard è l’affascinante e magnetica Adriana, amante di diversi pittori che nel 1920 risiedevano nella capitale francese. Carla Bruni è la guida di un museo che Gil, Inez e una coppia di amici visitano e che permette a Paul (Michael Sheen) di mostrare tutte le sue conoscenze in campo artistico, sminuendo Gil agli occhi della fidanzata. Tornando alla Bruni, quelle poche battute che ha pronunciato le ho trovate false e innaturali, ma d’altronde non è una attrice, quindi va apprezzata almeno per il tentativo! Fanno poi la loro comparsa, tra gli altri, un Tom Hiddleston nei panni di Fitzgerald, Kathy Bates in quelli di Gertrude Stein e Adrien Brody in quelli di Salvador Dalì.

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Zelda e Scott Fitzgerald

L’amore è una cosa complicata

Woody Allen ci racconta le varie sfaccettature dell’amore e alcune delle tipologie nelle quali si manifesta; Gil e Inez sono una coppia per bene, educata e colta, lui con un lavoro prestigioso ma che non lo rende del tutto felice, lei una donna in carriera che organizza la vita per scadenze ed eventi a cui partecipare. La predisposizione nell’ascoltare il partner e nell’andare incontro ai suoi bisogni non appartiene a Inez e questo rende infelice Gil.

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Gil e Inez

Gil, nei suoi frequenti tuffi nel passato, incontra Adriana, una misteriosa e bellissima donna francese che ha stregato diversi artisti dell’epoca, che la ricoprono di doni e la invitano ad accompagnarli in giro per il mondo. Ciò che tuttavia lei desidererebbe è un amore stabile e duraturo, un uomo che la ponga al centro della sua esistenza ma che non la consideri come un puro oggetto da possedere. Gil, dotato di tatto e dolcezza, sembra essere l’uomo perfetto.

Dobbiamo nominare di nuovo Gil, che mentre passeggia per Parigi si imbatte in un mercatino di antiquariato e conosce Gabrielle, con la quale comincia a discutere di musica ed arte, dimostrando apprezzamento per i vinili che lei vende. Un amore che potrebbe essere alla pari, due ragazzi che si affacciano alla vita come ingenui bambini pronti a meravigliarsi per un paesaggio mozzafiato o per una melodia trascinante.

Un altro tipo di amore è quello che cogliamo di sfuggita tra Francis Scott Fitzgerald e Zelda, un ‘tira e molla’ che tormenta la coppia ma che ad ogni allontanamento, la fa ritornare più affiatata di prima. Scott stesso dice a Gil che Zelda lo farà impazzire a causa della sua imprevedibilità e follia, ma che gli risulta ugualmente irresistibile.

Un viaggio nel tempo

Grazie all’espediente della carrozza ‘magica’ lo spettatore può compiere un affascinante viaggio nel passato e rivivere le atmosfere degli anni ’20, i ruggenti anni della generazione perduta.  I costumi, le musiche (compreso il motivetto sempre presente quando Gil passeggia di notte per la città) e i colori fanno immergere completamente in un mondo nuovo, diverso da quello che noi e Gil riteniamo la quotidianità. Gli occhi dello sceneggiatore si sovrappongono ai nostri e la curiosità di conoscere ‘dal vivo’ gli artisti acclamati nel XXI secolo crescerà ad ogni viaggio. I personaggi mostrati poi presentano caratteristiche che li rendono ben identificabili e fanno riferimento alla percezione che la modernità ha di loro, in base ai libri scritti da e su di loro, ai documentari creati e alle opere che ci hanno lasciato.

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Parigi caput mundi

Gil: “Non si può scegliere se Parigi sia più bella di notte o di giorno, ti posso dare un argomento che mette ko sia l’una che l’altra ipotesi.. Sai a volte mi chiedo come qualcuno possa realizzare un libro, un dipinto, una sinfonia o una scultura che competa con una grande città. Non ci si riesce, ci si guarda intorno e ogni strada, ogni boulevard, sono in realtà una speciale forma d’arte. E quando qualcuno pensa che nel gelido, violento e insignificante universo esiste Parigi ed esistono queste luci, insomma andiamo non succede niente su Giove o su Nettuno, ma qualcuno lassù dallo spazio può vedere queste luci, i caffè, la gente che beve e che canta. Per quanto ne sappiamo, Parigi è il posto più cool dell’universo..”

Parigi è la vera e propria protagonista della vicenda: le sue strade caratteristiche inondate da melodie suonate nei locali e nei ristoranti vi riempiranno gli occhi e la mente. I colori vividi e vibranti degli edifici, dei parchi e delle inquadrature in generale non faranno che accrescere la vostra curiosità di visitare la città il prima possibile, per poter vivere in prima persona quel piacere che prova un “flâneur” (gentiluomo che vaga per le vie cittadine, provando emozioni nell’osservare il paesaggio).

Una città avvolta da una magia d’altri tempi e con un’influenza benefica per ispirare la creazione dell’arte.

Adriana: “Che Parigi esista e qualcuno scelga di vivere in un altro posto nel mondo, sarà sempre un mistero per me!”

Il trailer

 

 

 

A presto,

Bea

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