I fantasmi del passato bussano alla porta #2

“Big little lies” di David E. Kelley  (regia di Jean-Marc Vallée), 2017

Eccoci con la seconda parte della mia recensione (la prima la potete trovare qui)! Buon proseguimento di lettura!

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Tipi di uomini

Anche la categoria maschile è qui studiata con attenzione, ma sempre dal punto di vista femminile a mio avviso. Nonostante i compagni di Madeline, Celeste, Renata e Bonnie, compreso il violento uomo sconosciuto che continua a far parte della mente di Jane, abbiano personalità assolutamente autonome e ben identificabili, queste sono sempre mostrate allo spettatore in correlazione alle loro donne. I comportamenti maschili si ripercuotono e sono strettamente collegati alle azioni delle nostre protagoniste, che danno il via ad una serie di eventi causa-effetto.

La serie ci mostra il buono degli uomini, la loro capacità di essere ottimi padri e compagni di vita, i loro turbamenti e anche il lato più sensibile, il sentirsi inadeguati e mai abbastanza: uomini che temono di perdere l’amore delle proprie mogli e uomini che si avvicinano giorno dopo giorno all’ideale di persona che vogliono essere.

Il mondo infantile

Il mondo infantile è in particolare focalizzato sul’età dei sei anni, periodo nel quale i bambini frequentano il primo anno delle scuole elementari. Ne conseguono le prime giornate lontano da casa, la sensazione di solitudine ed abbandono, i primi divertimenti e giochi condivisi con i compagni, i primi atti di bullismo. Ancora una volta si crea un microcosmo che racchiude, come fosse una teca trasparente da museo, tutte le tipologie di bambini e i loro differenti approcci all’ambiente scolastico. Il bambino ricco e viziato che fa il bullo verso chi è più debole, quello che fatica a socializzare ed è escluso dal gruppo, la bambina popolare e molto matura per la sua età, quella benestante e circondata d’amore ma indifesa nei confronti delle avversie.

Devo dire che i piccoli attori di questa serie sono stati davvero bravissimi; le loro espressioni, i dialoghi e la sensibilità con la quale hanno portato in scena i loro personaggi sono stati esemplari. Anche perché il ruolo dei figli nella storia è piuttosto importante e da vita a parecchie dinamiche scatenanti, già dal primo episodio.

Big-Little-Lies
Madeline con Chloe, Jane con Ziggy e Celeste con Max e Jason

I fantasmi del passato

Se dovessimo riassumere “Big little lies” in una sola frase, credo che ‘il peso dei fantasmi del passato’ sia il più emblematico. Ogni singolo personaggio ha i suoi scheletri nell’armadio, dei turbamenti che lo tormentano ancora dopo anni, segreti che sono obbligati a nascondere ma che li perseguitano in continuazione. Un tradimento tenuto nascosto al coniuge, un’indole violenta che nonostante i tentativi ritorna a farsi prepotente, un comportamento irrispettoso e distante che si misura con il confronto di un presente amorevole ed affettuoso. Fino all’ultima puntata vedrete come questi demoni interiori non verranno risolti subito, ma in seguito a tentativi sofferenti e coraggiosi. Alcuni fantasmi sono più grandi di altri, alcune bugie più a fin di bene, ma si percepisce la necessità di liberarsi da questi fardelli sul cuore. Tutti gli episodi vanno in questa direzione, verso un bisogno di liberazione finale che coinvolge tutti i personaggi, chi per un motivo e chi per l’altro. Il titolo già aiuta a focalizzare il tema centrale della serie: ‘grandi piccole bugie’ tenute per anni che all’improvviso esplodono con violenza, mietendo vittime e incoronando vincitori.

Il peso del giudizio altrui

Si trovano numerosi flashforward che vedono alcuni degli abitanti di Monterey intenti a spiegare alla polizia, in seguito all’omicidio, i loro sospetti riguardo ai nostri protagonisti, le loro vite e i loro atteggiamenti. Tuttavia si comprende come i loro giudizi e i punti sui quali sono convinti di avere ragione siano inconsistenti e superficiali. E’ più volte ripetuto all’interno della serie che nessuno conosce veramente nessuno in città, nonostante si finga il contrario, mostrando il sorriso migliore alle sontuose feste di beneficenza per la scuola. Un giudizio altrui che non sa quindi di niente, è insipido e fuorviante, denota ignoranza e poca attenzione ai dettagli. Un monito a tutti quelli che parlano senza conoscere veramente i fatti.

La colonna sonora e la fotografia

Non ho ancora trovato una persona che abbia visto la serie alla quale non sia piaciuta la colonna sonora; è veramente azzeccata grazie alle atmosfere cupe che esprime. Le canzoni scelte sono di qualche decennio fa, retrò se vogliamo, così come le melodie che la piccola Chloe e Ziggy amano ascoltare in televisione o sul cellulare. Questa scelta contribuisce a creare un mondo a parte e una totale immersione dello spettatore nella storia, pur mantenendo un alto tasso di realismo. Anche la cittadina di Monterey aiuta in questo senso; apparentemente isolata dal resto del mondo, affacciata su un mare sempre buio e tormentato da onde agitate, diventa teatro di vendette, soprusi, scambi d’affetto, momenti di complicità. Si trasforma anche in scena del crimine, dal momento che già dalla prima puntata capiamo che è avvenuto un omicidio e si stanno interrogando i vari abitanti per scovare il colpevole. Colori spenti e malinconici quelli del paesaggio, stupendo ma accompagnato da un alone di inquietudine (non vi abbandonerà un attimo in questa serie), abitazioni meravigliose e lussuose che però non contengono persone altrettanto meravigliose. Come a ribadire che l’apparenza inganna, un’apparenza alla quale molti degli abitanti di Monterey tengono, anche a costo di soffrire in silenzio pur mostrando di facciata una vita invidiabile e assurdamente felice. Un dettaglio che mi ha colpito molto è stato nel finale, che non svelerò per non rovinarvi l’eventuale visione; riguarda l’ossessiva attenzione all’omicidio avvenuto e all’assassino nel corso di tutti gli episodi e l’improvviso e sconvolgente svelamento di tutto negli ultimi momenti, quasi a sottolineare la poca importanza dell’atto in sé ma la fondamentale considerazione di ciò che ha portato a quel punto. Come si dice, più attenzione al ‘viaggio’ che alla ‘meta’ insomma. Un finale che fa riflettere, sulla forza delle donne quando collaborano, sul peso della giustizia che prima o dopo riporta gli equilibri, sui benefici che porta un incubo finalmente svanito.

 

Celeste: Sto cercando di decidere se sono felice oppure triste.

Perry: La gente di solito lo sa e basta.”

Il trailer

 

 

 

 

Come avrete notato, ho amato questa serie e spero di trovarne altre della stessa qualità e che affrontano tematiche tanto importanti, soprattutto ai giorni nostri. Voi cosa ne pensate?

A presto,

Bea

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5 thoughts on “I fantasmi del passato bussano alla porta #2

  1. Allora io ho visto la serie in contemporanea e ricordo che era una tortura aspettare una settimana per vedere l’episodio successivo, soprattutto perché la cosa che mi premeva era scoprire chi era morto, non tanto l’assassino, e ogni settimana puntualmente non ci veniva detto niente. Ma, a parte questo, in questa serie mi sono ritrovata un mix di attori di cui avevo già una buona conoscenza e che mi ha spinto a iniziarla, a partire da Reese che è rimasta perlopiù fedele a sé stessa ed è sicuramente stata la mia preferita, poi la Kidman che è un’ottima attrice ma non riuscivo a guardarla con quei capelli (spero fosse una parrucca) poi la coppia Shailene Woodley-Zoe Kravitz che ritrovo da Divergent e ammetto che ho apprezzato Bonnie solo a partire dalla scena finale a cui ti riferivi, per il fatto che era legata a Nathan, il cui interprete l’avevo già conosciuto in Revenge e mi è stato antipatico dal primo momento in cui l’ho rivisto. Anche a me è piaciuto molto il personaggio di Renata e il piccolo Ziggy l’ho trovato dolcissimo, sicuramente il bambino che ho apprezzato di più. La serie è stata bella in sé e sono un po’ dubbiosa su una seconda stagione perché per me si era concluso tutto, però non so, ho sempre avuto l’impressione che gli mancasse qualcosa perché non mi sono mai sentita di elogiarla come hanno fatto altri. Probabilmente sono difficile da accontentare oppure ho semplicemente gusti diversi.
    XO XO
    B.

    Liked by 1 persona

    1. Ciao Blair! Immagino la “sofferenza” di vedere la serie in contemporanea: io non ce l’avrei mai fatta; ahah! 😀
      Ero molto curiosa di sapere anche io chi sarebbe morto e il colpo di scena finale è stato perfetto!
      Concordo sui capelli di dubbia qualità della Kidman: abbastanza terribili!
      Infine se decidessero di approvare la seconda stagione, preferirei il coinvolgimento di un nuovo cast e la stesura di una trama nuova, dato che anche secondo me questa storyline è più che conclusa e perfetta così 🙂
      Un saluto!!
      XoXo

      Mi piace

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