“The leisure seeker” di Paolo Virzì, 2017

Trama

John e Ella sono una coppia di coniugi ottantenni, che decidono di sfuggire alle cure mediche che li separerebbero negli ultimi anni della loro vita; lei è infatti malata di cancro e lui di Alzheimer. Salgono così sul loro camper, soprannominato The Leisure Seeker, e si mettono in viaggio da Boston verso Key West, dove si trova il museo di Ernest Hemingway, di cui John è grande appassionato. I figli, preoccuapti per lo stato di salute dei genitori, cercano in tutti i modi di convincerli a tornare a casa.

Il cast

Helen Mirren interpreta Ella Spencer, una donna forte e dinamica, innamorata del marito e decisa perciò a regalargli quello che potrebbe essere l’ultimo loro viaggio insieme: una visita alla dimora dello scrittore Hemingway, che il coniuge cita in continuazione e che insegnava con passione quando faceva il professore universitario. La Mirren è stata perfetta nel mostrare la forza di una donna e madre che ne ha vissute tante, la fragilità della sua nuova condizione di malata e la difficoltà nell’accettarlo. Una prova recitativa che le rende certamente giustizia.

Donald Sutherland impersona John Spencer, uomo acculturato e pacato, divertente e legato fortemente ad Ella. La malattia con la quale combatte da anni lo consuma sempre più e lui detesta dimenticare ciò che ha vissuto. Si sente impotente di fronte allo sfacelo della sua persona; Sutherland riesce a comunicarci tutto il percorso emotivo dell’uomo, alternando momenti nei quali è cosciente e momenti in cui perde completamente la memoria. Veramente bravo.

Se consideriamo che questi sono fondamentalmente gli unici personaggi presenti in tutto il film e che riescono comunque a coinvolgerci, commuoverci e divertirci, significa che gli attori hanno svolto un lavoro eccezionale.

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Il tema della malattia

Il tema della malattia è affrontato in modo delicato e senza quei vittimismi lacrimevoli che rendono i film con questi temi non per tutti i tipi di spettatore. Non si spinge eccessivamente sulla sofferenza o sull’inevitabile destino dei due anziani, cha a causa delle loro malattie non possono nutrire molta speranza per il futuro.

Come dicevo prima, Ella è gravemente malata di cancro, mentre John peggiora sempre più a causa dell’Alzheimer. Per questo i figli sono spaventati dall’esito che questa vacanza potrebbe avere; i genitori non sono considerati in grado di sostenere un viaggio faticoso, sia fisicamente che mentalmente. Ma è proprio qui che si sbagliano: questo percorso in camper è ciò di cui hanno bisogno poiché potrebbe essere la loro ultima avventura vissuta insieme; perché è necessario potersi sentire ancora vivi e indipendenti; perché Ella vuole fare un regalo a John, portarlo a visitare la dimora di Ernest Hemingway, scrittore del quale il marito è un grande appassionato.

Un film che fa divertire, esorcizza la morte sempre in agguato ma allo stesso tempo la teme, mostra quale sia il vero amore, che non per forza dev’essere perfetto e senza screzi.

Un amore più forte di tutto

Il loro è un legame spensierato e affettuoso come se tutti gli anni di matrimonio si riducessero ad una tenera luna di miele; è doloroso e problematico quando si scopre un tradimento del passato e i malumori di entrambi sono difficili da sopportare. E’ così meravigliosamente reale, puro, si trascina il fardello del tempo che passa, della salute ormai cagionevole, ma rimane sempre costante e indissolubile. Una relazione mostrata in modo non stucchevole, ma talmente realistica che ci si può immedesimare. La forza di restarsi accanto dopo tanti anni, due figli ormai adulti e un’età che porta con sé la stanchezza delle ossa e una malinconia nostalgica. Nonostante i problemi di salute di Ella e i momenti in cui John si allontana da sé, entrambi lottano sempre per ricongiungersi, seppure per brevi momenti. John detesta dimenticare il passato, il nome della moglie, il fatto di avere nipotini. Ella teme di non vivere abbastanza per potersi prendere cura del marito fino in fondo. Ma ci sono dei brevi momenti, attimi perfetti, nei quali John torna da Ella, la malattia non lo attanaglia, le forze non la abbandonano, si tengono abbracciati consapevoli di ciò che hanno costruito e sono grati l’uno dell’altra.

Un grande esempio di ciò che può essere un amore vero, non più con gli slanci impulsivi della gioventù, ma con la maturità e la dedizione della vecchiaia.

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Il peso della memoria

Altra tematica importante è il peso della memoria. Memoria che è vitale per Ella, l’unica della coppia incaricata di tenere in continuazione vivo il ricordo di ciò che hanno vissuto, i momenti chiave della loro esistenza, i piccoli difetti del partner, le giornate di felicità. Quando John ricorda, la moglie si sente amata come un tempo, sa che lui è accanto a lei non solo fisicamente ma anche mentalmente; sta condividendo qualcosa. Al contrario, quando il marito ricade nell’oblio della malattia, Ella si vede costretta a raccontare la propria vita insieme come se fosse stata l’unica a viverlo e questo la strazia. Deve ricordargli il suo cibo preferito, quel viaggio che avevano fatto insieme un decennio fa, quali camicie lui ami tanto. Non sempre è facile portare il peso della memoria tutto sulle sue spalle; si aiuta mostrandogli fotografie e vecchi album di famiglia, facendogli sentire dolci canzoni della loro gioventù, ma soprattutto si aiuta col cuore. L’affetto che prova per John vale tutti i suoi sforzi, ogni singolo dolore.

Memoria che causa tuttavia anche forti afflizioni, quando paradossalmente manca: John in un momento di dimenticanza le confessa senza volerlo un segreto che aveva tenuto nascosto per anni, per non farla soffrire, ben prima che si ammalasse. John confonde Ella con un’altra donna e si rivolge a lei con parole d’intesa che fanno soffrire la moglie e la mettono al corrente di una relazione che lui intratteneva con qualcuna che non era lei. E dopo questo episodio la relazione dei coniugi subisce un cambiamento, si scontra contro il dispiacere e porta ad una conseguenza nel loro rapporto, quindi la confessione involontaria del tradimento si può considerare un punto cruciale nella trama.

Un viaggio fisico ed interiore

I coniugi all’inizio del film partono verso una meta lontana, armati del loro vecchio e amato camper, delle loro medicine e di tanta voglia di stare insieme, carichi anche di un pizzico di incoscienza. Durante il viaggio accadrà di tutto: una rapina mal pensata, una sosta dal benzinaio finita con il dimenticare la moglie alla stazione di servizio, una proiezione di foto di famiglia all’aperto con un gran seguito di curiosi. Una serie di avventure divertenti, tanta ironia con la quale affrontare i momenti difficili e altrettanta tristezza per essere entrambi invecchiati, cambiati per certi versi, malati. Il viaggio in questa storia è sia quello fisico che quello interiore, poiché Ella e John scoprono lati di sé e dell’altro che forse ancora non conoscevano e rinsaldano il legame che possedevano già. Una sorta di percorso spirituale che permette ad entrambi di guardarsi dentro e di guardare l’altro. E alla fine non importa tanto la meta finale, il raggiungimento del museo di Hemingway, quanto i passi (o le miglia) percorsi per arrivarci.

Considerazioni generali

Una storia che mi ha profondamente commosso e scosso, intenerito e fatto riflettere su cosa sia veramente importante nella vita; a giudicare dalla quantità di fazzolettini usati nelle mani di tutti gli altri spettatori della sala, non sono stata l’unica a piangere a dirotto! Una storia trasposta da un regista italiano, che ho promosso a pieni voti, un insegnamento e un toccasana per l’anima.

Un film che insegna che la morte non spaventa più, se si ama con coraggio.

Un estratto dal film

 

 

 

A presto,

Bea

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Un pensiero su “Venezia 74: “The leisure seeker – Ella e John”

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