“Il talento di Mr Ripley” di Anthony Minghella

Chi è Tom Ripley? Uno, Nessuno, Centomila …

<<Tom è un mistero. Tom non è una nullità. Tom ha dei segreti che non vuole dirmi e vorrei che mi dicesse. Tom ha degli incubi. Questa non è una cosa bella. Tom ha qualcuno che lo ama. Questa sì, che è una cosa bella!>>

Tutto inizia da un incontro fortuito con un ricco uomo d’affari americano, che conosce Thomas Ripley; crede che sia un vecchio compagno di università del figlio Dickie e così lo esorta ad andare a trovare quest’ultimo in Italia, dove vive da qualche tempo  con la fidanzata Marge; la sua missione è convincere Dickie a ritornare a casa, a mettere la testa a posto. Tom, povero squattrinato che campa di lavoretti qua e là, accetta di buon grado questo viaggio spesato dal signor Greenleaf in Europa, anche se in realtà non ha mai visto il figlio, non lo conosce. Ma non ha importanza, in fondo riesce a fingere bene. Troppo. Arriva quindi al Sud della nostra penisola e si presenta a Dickie e Marge che lo accolgono subito a braccia aperte, seppur con qualche titubanza iniziale, dato che effettivamente non lo (ri)conoscono. I tre trascorrono molte giornate insieme, visitano diverse località marittime in barca a vela, si divertono. Fin quando a Tom questo non basta più; vuole passare sempre più tempo con Dickie, solo con Dickie. Vuole essere lui.

Ma la voglia di conoscenza non è più reciproca oramai. La svolta accade un pomeriggio in barca, mentre i due amici sono a Sanremo; cominciano a discutere pesantemente e arrivano alle mani. Da quel giorno, per Tom tutto cambierà: il suo stile di vita, le sue relazioni, il suo nome addirittura. Perché non sempre si presenterà come Thomas Ripley. Ed è qui che scopriamo il suo talento nominato nel titolo. La scena sulla barca è scioccante, una tensione sempre più crescente fino al culmine dell’esasperazione, che non voglio svelare per non rovinare la sorpresa a chi non avesse ancora visto il film.

Tom non ha fiducia in se stesso, crede di essere una nullità; per questo cerca l’approvazione di tutte le persone che conosce, ma alle volte diventa ossessivo ed opprimente, atteggiamento che certamente rende indisposti nei suoi confronti. Per questo il confine tra protagonista e antagonista qui è molto sottile: lo spettatore fino alla fine non capisce se Ripley sia il buono, la vittima degli eventi, o il cattivo, lo squilibrato. Forse è entrambi, e chi se ne accorge, chi riesce davvero a comprendere la personalità di questo ragazzo dalle mille sfaccettature (come accade a Marge nel corso della storia), ne rimane sopraffatto. Dev’essere riservata un’attenzione particolare anche per Freddie, amico disinibito e senza peli sulla lingua di Dickie, che è l’elemento scatenante di alcune dinamiche che riguardano i rapporti tra i due principali soggetti maschili della vicenda.

Un film che permette allo spettatore di diventare detective in contemporanea a quelli sullo schermo, presenti da metà pellicola in poi, a causa di alcune scomparse misteriose. Si è in cerca di un colpevole, si vede, ma forse non si vuole ammettere che sia proprio quello e si prova ad accusare un altro personaggio. Tutti i personaggi sembrano passare per uno stato emotivo confusionale e alterato; tutti per un determinato lasso di tempo non sono più loro stessi. La motivazione è da ricercare in un unico tragico avvenimento che ha modificato le sorti di ognuno di loro.

Ora non solo ci chiediamo chi è Tom Ripley, ma ci chiediamo anche chi sono Dickie Greenleaf, Marge Sherwood, Freddie Miles. Un enigma che vale la pena di seguire. Matt Damon è veramente bravissimo, si è calato perfettamente nella parte (o nelle parti?) di Tom, così come Jude Law / Dickie. Il compianto Philip Seymour Hoffman, nonostante il ruolo apparentemente non centrale, regala un’altra performance alla sua altezza e anche Gwyneth Paltrow tiene testa alla bravura del resto del cast. Una parte più marginale è data alla elegantissima Cate Blanchett alias Meredith, che con la sua classe mi ha ricordato a tratti la sua Carol nel film omonimo in lizza agli ultimi Oscar. Film del 1999, regia di Anthony Minghella. Insomma, una pellicola che merita certamente attenzione, con un cast di prim’ordine.

piccola curiosità: nel cast è presente anche un famoso showman italiano: Fiorello!

 

Sono curiosa di sapere se qualcuno di voi ha visto questo film e cosa ne pensa!

A presto,

Bea

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6 thoughts on ““Il talento di Mr Ripley” di Anthony Minghella

  1. Wow S., come trovi tutti questi film interessanti? Devo dire che sembra un film molto intrigante, e poi hai ragione, con un cast così, come si fa a non vederlo? Mi frena solo la Paltrow, la vedo ancora troppo come la Pepper di Iron man. E sai, proprio ieri sera ho visto un altro film con Matt Damon, “I guardiani del destino”, eccezionale, e quindi immagino sia un segno del destino il fatto che consigli un film con Matt Damon ahahah! Scherzi a parte, sono proprio curiosa di vederlo di nuovo all’azione. Di nuovo, complimenti per l’ottima recensione.
    XO BLAIR

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    1. I film interessanti per fortuna si fanno trovare da soli 😀 ahah! Sulla Paltrow non ho ancora un giudizio preciso, perchè a volte mi piace molto e a volte mi è del tutto indifferente… Ma qui mi è sembrata proprio nella parte. “I guardiani del destino” era piaciuto molto anche a me sai! Prova a vederti anche questo film di Damon allora 😉 bacio!!

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      1. ahahah mi sa che tu li trovi e io li copio XD non sono molto incline a cambiare idea sulla Paltrow, prima devo vedere “Spider-man: Homecoming” per vedere se è “acqua passata” XD perfetto, aggiorno la lista dei film allora 😉
        B.

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